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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

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1591 provvedimenti

Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire il contributo di solidarietà prelevato dalla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito la consolidata giurisprudenza sull'illegittimità di tale prelievo e ha sanzionato l'ente per abuso del processo, avendo insistito su questioni già ampiamente decise.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale che non può essere costituita da una delibera interna dell'ente. L'appello della cassa è stato dichiarato inammissibile e, per la restituzione delle somme, è stato confermato il termine di prescrizione ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale contro un suo pensionato, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulla pensione. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, richiede una base legale specifica che non può essere introdotta autonomamente dalla cassa. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per le azioni di restituzione.
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Servitù padre di famiglia: quando si costituisce?
La Corte di Cassazione conferma la costituzione di una servitù per destinazione del padre di famiglia, dichiarando inammissibile il ricorso del proprietario del fondo servente. Il caso riguardava un passaggio veicolare creato dall'originario unico proprietario prima di frazionare e vendere l'immobile a due soggetti diversi. La Corte ha ribadito che la presenza di opere visibili e permanenti, come un lastricato e un cancello, destinate all'utilità di una parte del fondo a peso dell'altra, è sufficiente a far nascere la servitù al momento della separazione delle proprietà.
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Contratto autonomo di garanzia: foro e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore contro una compagnia assicurativa in un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia. La Corte ha confermato la validità della clausola sul foro esclusivo, l'indipendenza dell'obbligazione di garanzia rispetto al rapporto principale e la natura discrezionale della chiamata in causa di terzi, ribadendo principi consolidati in materia.
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Trasferimento d’azienda: retribuzione e contratti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che si erano opposti alla cessazione di un emolumento retributivo, definito "superminimo non assorbibile", a seguito di un trasferimento d'azienda. La Corte ha stabilito che, in caso di cessione, si applica il contratto collettivo dell'azienda cessionaria, anche se meno favorevole. La tutela prevista dalla normativa, anche europea, mira a evitare un peggioramento delle condizioni lavorative al momento del trasferimento, ma non impedisce successive modifiche derivanti dall'applicazione di nuovi accordi collettivi.
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Trasferimento d’azienda: la retribuzione è salva?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34555/2024, ha stabilito che in caso di trasferimento d'azienda, la tutela della retribuzione dei lavoratori non è assoluta e illimitata nel tempo. I trattamenti migliorativi, come un superminimo, derivanti da un accordo collettivo del cedente possono essere legittimamente eliminati a seguito della disdetta di tale accordo, senza violare l'art. 2112 c.c. o le direttive UE, a condizione che le condizioni non vengano peggiorate al momento esatto del trasferimento.
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Responsabilità solidale appalti: la guida completa
La Corte di Cassazione ha stabilito che le imprese riunite in un raggruppamento temporaneo (ATI) per un appalto pubblico mantengono la loro responsabilità solidale verso i fornitori, anche dopo aver costituito una società consortile per l'esecuzione dei lavori. Nel caso specifico, due società costruttrici sono state condannate a risarcire un fornitore per un contratto interrotto dal consorzio, successivamente fallito. La Corte ha chiarito che la normativa sulla responsabilità solidale appalti mira a proteggere fornitori e subappaltatori, e tale garanzia non viene meno con la creazione di un nuovo soggetto giuridico per la fase esecutiva.
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Tassazione atto: la Cassazione e l’art. 20 TUR
Una società agricola ha impugnato la tassazione di un atto, sostenendo fosse un preliminare sostituito da un accordo successivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio cruciale: la tassazione di un atto si basa esclusivamente sulla sua natura intrinseca e sugli effetti giuridici che produce, come stabilito dall'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (TUR). La Corte ha specificato che non possono essere considerati elementi esterni o documenti collegati per interpretare l'atto ai fini fiscali.
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Diritto di voto creditore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle procedure di sovraindebitamento, un creditore privilegiato ha diritto di voto se il suo pagamento, seppur integrale, viene dilazionato nel tempo. La dilazione rappresenta una perdita economica che deve essere quantificata per determinare la percentuale di voto. La mancata indicazione di tale percentuale da parte del debitore rende la proposta di accordo improcedibile. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso del debitore, confermando la decisione del tribunale e ribadendo il consolidato orientamento giurisprudenziale sul diritto di voto creditore.
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Impugnazione tardiva: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'impugnazione tardiva presentata dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo aver notificato un primo ricorso senza depositarlo, l'Agenzia ne ha notificato un secondo oltre il termine breve di 60 giorni, decorrente dalla notifica del primo. La Corte ha ribadito che la notifica del primo atto di impugnazione fa scattare il termine breve perentorio per qualsiasi successiva impugnazione, anche se sostitutiva. Anche il ricorso incidentale della contribuente è stato ritenuto inammissibile.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente ma richiede una legge specifica, in base al principio della riserva di legge. Di conseguenza, il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34212/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un semplice regolamento interno ma richiede una specifica norma di legge, in ossequio al principio della riserva di legge. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale a tutela dei pensionati.
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Pro rata pensionistico: Cassazione conferma i principi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che riconosceva a un professionista il diritto alla riliquidazione della pensione. Il caso verteva sull'applicazione del principio del pro rata pensionistico a una pensione di vecchiaia anticipata con decorrenza 2005. La Corte ha confermato che le modifiche peggiorative introdotte dall'ente non possono applicarsi retroattivamente e che il diritto alla riliquidazione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri iscritti. La Corte ha ribadito che un tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno ma richiede una legge dello Stato, in base al principio della riserva di legge. È stato inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo il "contributo di solidarietà" applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Prescrizione contributi: 10 anni per la restituzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione per ottenere la restituzione dei contributi di solidarietà illegittimamente trattenuti da una cassa previdenziale è soggetta alla prescrizione ordinaria di dieci anni, e non a quella breve di cinque. La decisione si basa sul fatto che il credito del pensionato, essendo contestato nella sua legittimità, non possiede i requisiti di liquidità ed esigibilità necessari per l'applicazione del termine breve. L'ordinanza chiarisce che non si tratta di una semplice riliquidazione della pensione, ma del recupero di somme indebitamente prelevate, confermando così la tutela estesa per i pensionati in tema di prescrizione contributi.
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Retribuzione ferie: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della retribuzione ferie per il personale viaggiante di un'azienda di trasporti. Con la sentenza n. 34088/2024, ha confermato che l'indennità per assenza dalla residenza deve essere inclusa nel calcolo, poiché intrinsecamente legata alle mansioni. Tuttavia, ha annullato la decisione di primo grado riguardo ad altre indennità, specificando che la procedura speciale per l'interpretazione dei CCNL non può essere utilizzata senza una preventiva analisi degli accordi aziendali specifici che le regolano.
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Responsabilità avvocato: testamento nullo, niente danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'avvocato per la redazione di un testamento invalido non si estende al beneficiario che ha perso l'eredità. La sentenza chiarisce che il contratto professionale intercorre solo con il testatore e che il beneficiario, prima della morte del de cuius, non vanta alcuna aspettativa giuridicamente tutelata. Pertanto, viene esclusa sia una responsabilità contrattuale verso il terzo, sia un risarcimento per danno extracontrattuale.
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Usura mutuo: inammissibile ricorso contro la banca
Un cliente ha fatto ricorso in Cassazione dopo che la sua richiesta di accertamento di usura su un contratto di mutuo era stata respinta in primo e secondo grado. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo principi chiave in materia di usura mutuo. Ha confermato che la verifica del superamento del tasso soglia per gli interessi di mora deve avvenire in concreto e non in astratto. Inoltre, ha precisato che la commissione di estinzione anticipata non concorre al calcolo del TEG ai fini dell'usura e che la mancata indicazione del TAEG ha solo una funzione informativa, non causando la nullità del contratto.
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