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Art. 36-ter del d.P.R. n. 600 del 1973

19 provvedimenti

Deduzione contributi esteri: Sì con reddito estero
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore all'estero, che determina il proprio reddito in base alla retribuzione convenzionale, ha comunque diritto alla deduzione dei contributi esteri versati dal proprio reddito complessivo. La sentenza chiarisce che la non deducibilità dei contributi dalla singola categoria di reddito (lavoro dipendente) è il presupposto per la loro deducibilità dal reddito complessivo totale, respingendo la tesi restrittiva dell'Agenzia delle Entrate.
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Detrazione risparmio energetico: sì alle cooperative
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33704/2025, ha stabilito che la detrazione per risparmio energetico spetta anche alle società cooperative di abitazione a proprietà indivisa per le spese sostenute prima del 2018. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio per l'anno 2013, ritenendo che la norma che estendeva l'agevolazione alle cooperative fosse innovativa e non retroattiva. La Suprema Corte ha invece chiarito che la finalità dell'agevolazione è sempre stata quella di incentivare il miglioramento energetico del patrimonio immobiliare nazionale, includendo quindi sin dall'origine anche gli immobili delle cooperative assegnati in godimento ai soci.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì per immobili locati
Una società immobiliare si è vista negare la detrazione per riqualificazione energetica su immobili di proprietà locati a terzi. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'agevolazione fosse limitata ai beni strumentali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il beneficio fiscale ha una portata generale, volta a migliorare l'efficienza energetica dell'intero patrimonio immobiliare nazionale, includendo quindi anche gli immobili locati da imprese.
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Detrazione riqualificazione energetica: sì alle imprese
L'Agenzia delle Entrate negava la detrazione per la riqualificazione energetica al socio di una società immobiliare, sostenendo che gli interventi erano stati fatti su immobili locati a terzi (beni merce) e non su quelli usati direttamente dall'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la detrazione riqualificazione energetica spetta ai titolari di reddito d'impresa per qualsiasi immobile, a prescindere dal suo utilizzo, poiché la norma mira a incentivare il miglioramento energetico dell'intero patrimonio immobiliare nazionale.
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Competenza visto di conformità: la Cassazione decide
Un responsabile di un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) ha impugnato una cartella di pagamento per un visto di conformità infedele, eccependo l'incompetenza dell'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza per il visto di conformità in materia di sanzioni e contestazioni spetta esclusivamente alla Direzione Regionale competente per il domicilio fiscale del professionista trasgressore, e non all'ufficio locale o a quello legato al contribuente.
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Nullità cartella: quando il giudice va oltre i motivi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava la nullità di una cartella di pagamento per un motivo non sollevato dalla parte in appello. La decisione sottolinea il vizio di ultrapetizione, ribadendo che il giudice non può decidere oltre le domande formulate dalle parti, anche in materia tributaria.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione e soci di società
Due soci di una società semplice hanno impugnato alcune cartelle di pagamento relative a deduzioni fiscali disconosciute. La Corte di Cassazione, rilevando un vizio procedurale, ha annullato la sentenza precedente. Il motivo risiede nel principio del litisconsorzio necessario, secondo cui anche la società, e non solo i singoli soci, deve essere obbligatoriamente parte del processo tributario. La causa è stata quindi rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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Cartella di pagamento: nullo se manca l’avviso?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento per imposte non versate. La Corte ha chiarito che in caso di controllo automatizzato su dati già dichiarati dal contribuente, l'invio preventivo dell'avviso bonario non è necessario per la validità dell'atto, a meno che non sussistano incertezze da chiarire. Molti motivi del ricorso sono stati inoltre dichiarati inammissibili per difetto di autosufficienza.
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Comunicazione ENEA tardiva: non perdi il bonus
La Corte di Cassazione ha stabilito che la comunicazione ENEA tardiva per interventi di riqualificazione energetica non comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale (ecobonus). Secondo la Corte, tale adempimento ha una finalità meramente statistica e, in assenza di una norma espressa, la sua omissione o il ritardo non possono causare la decadenza dal beneficio, a condizione che i requisiti sostanziali siano stati rispettati.
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Comunicazione ENEA: tardiva non preclude la detrazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15212/2025, ha stabilito che la tardiva trasmissione della comunicazione all'ENEA non comporta la decadenza dal diritto alla detrazione fiscale per le spese di riqualificazione energetica. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio a una società a causa di tale ritardo. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione principale è che l'obbligo di comunicazione ha finalità puramente statistiche e di monitoraggio, e non esiste una norma di legge che preveda esplicitamente la perdita del bonus in caso di invio tardivo. Questa decisione consolida un orientamento favorevole al contribuente.
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Comunicazione ENEA: quando inviarla per più lavori?
Una contribuente ha eseguito plurimi interventi di riqualificazione energetica sul proprio immobile. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la detrazione fiscale a causa del presunto invio tardivo della comunicazione ENEA. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di molteplici interventi sullo stesso immobile, è legittimo inviare una comunicazione unica e complessiva al termine di tutti i lavori, anziché una per ogni singolo intervento. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto della contribuente alla detrazione.
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Comunicazione ENEA: no alla perdita dell’Ecobonus
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa o tardiva comunicazione all'ENEA dei dati relativi agli interventi di riqualificazione energetica non comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale (Ecobonus). Secondo la Corte, tale adempimento ha una finalità puramente statistica e, in assenza di un'espressa previsione di legge, la sua inosservanza costituisce una mera irregolarità formale e non una causa di decadenza dal beneficio.
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Accertamento parziale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso nei confronti di una socia di società a ristretta base partecipativa. La Corte ha distinto l'accertamento parziale dall'accertamento integrativo, specificando che il primo non necessita della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi per essere valido. Inoltre, ha ribadito che per vincere la presunzione di distribuzione di utili extrabilancio, non è sufficiente per il socio dimostrare la propria estraneità alla gestione, ma occorre provare che gli utili non sono stati distribuiti.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un accertamento induttivo. La società sosteneva che l'atto fosse illegittimo perché scaturito da un semplice controllo "spesometro" a cui era seguita una dichiarazione integrativa, che avrebbe dovuto chiudere la procedura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'Agenzia delle Entrate può legittimamente procedere con un accertamento induttivo qualora riscontri gravi e sostanziali incongruenze contabili che rendono le scritture inattendibili, anche se il contribuente ha tentato di sanare la propria posizione. La presentazione della dichiarazione integrativa non preclude infatti la prosecuzione dei controlli fiscali.
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Credito d’imposta inesistente: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista recuperare un credito d'imposta per non aver completato un investimento entro un termine prefissato. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, ha chiarito la fondamentale distinzione tra credito d'imposta inesistente e non spettante. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto di una condizione successiva, come il termine di ultimazione dei lavori, non rende il credito 'inesistente' ab origine, con importanti conseguenze sui termini di accertamento per l'Agenzia Fiscale. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Comunicazione ENEA tardiva: detrazione fiscale salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa o tardiva comunicazione all'ENEA delle spese per riqualificazione energetica non comporta la perdita della relativa detrazione fiscale. La Corte ha chiarito che, per le spese sostenute nel 2008, tale adempimento aveva una finalità puramente statistica e la decadenza dal beneficio non era espressamente prevista dalla legge. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato rigettato, confermando il diritto del contribuente alla detrazione.
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Errore dichiarazione redditi: come correggerlo
Un contribuente ha commesso un errore nella dichiarazione dei redditi, indicando dei compensi nell'anno fiscale sbagliato. L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento basandosi su tale dichiarazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che un errore dichiarazione redditi a svantaggio del contribuente può sempre essere provato e corretto in sede giudiziaria, anche se sono scaduti i termini per presentare una dichiarazione integrativa, annullando così la pretesa fiscale.
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Detrazione risparmio energetico: contratto non basta
La Corte di Cassazione ha negato la detrazione per risparmio energetico a un contribuente che, pur avendo un contratto di comodato, non ha mai avuto la reale disponibilità dell'immobile. L'Agenzia delle Entrate ha fornito prove sufficienti a dimostrare la mancanza di detenzione effettiva, rendendo il titolo formale inefficace ai fini del beneficio fiscale. La sentenza sottolinea il principio della prevalenza della sostanza sulla forma.
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Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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