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Art. 36 d.lgs. n. 546/92

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73 provvedimenti

Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario per cessazione della materia del contendere. La controversia, originata da una cartella di pagamento per un credito d'imposta non riconosciuto, è venuta meno poiché la sentenza di secondo grado, oggetto del ricorso, è stata revocata con un'altra pronuncia passata in giudicato. Di conseguenza, non esistendo più l'oggetto della lite, il processo si è concluso con la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Operazioni inesistenti: Cassazione e onere della prova
Una società impugnava un accertamento fiscale basato su presunte vendite 'in nero' e sull'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile. Ha confermato che gli elementi indiziari raccolti dall'Agenzia delle Entrate, basati su controlli incrociati, erano sufficienti a fondare la pretesa fiscale. La Corte ha ribadito che spetta al contribuente fornire la prova contraria, cosa che la società non ha fatto. L'appello è stato respinto anche perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Notifica cartella di pagamento: quando è valida? Analisi
La Cassazione rigetta il ricorso di una società, confermando che i vizi sulla notifica della cartella di pagamento sono sanati dalla tempestiva impugnazione. L'ordinanza chiarisce anche i poteri di rappresentanza dell'agente della riscossione e la corretta produzione documentale in appello.
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Credito d’imposta investimenti: l’onere della prova
Una società si è vista negare un credito d'imposta investimenti per non aver rispettato i requisiti formali. La società sosteneva che l'investimento fosse anteriore all'introduzione di tali obblighi, ma non è riuscita a fornirne prova certa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere di provare la data di inizio dell'investimento spetta al contribuente e ha chiarito i principi sul valore probatorio dei documenti e sulla validità del richiamo a verbali già noti al contribuente.
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Accertamento induttivo puro: costi deducibili forfettari
In un caso di accertamento induttivo puro dovuto a omessa dichiarazione dei redditi, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deduzione forfettaria dei costi di produzione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che, in assenza di contabilità, spetta all'Ufficio stesso determinare non solo i ricavi, ma anche i costi inerenti, basandosi sulla natura dell'attività e applicando una percentuale presuntiva, in linea con i principi della Corte Costituzionale.
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Duplice ratio decidendi: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento. La decisione si fonda sul principio della duplice ratio decidendi: il ricorrente non ha contestato entrambe le motivazioni autonome che sorreggevano la sentenza d'appello, rendendo il suo ricorso inefficace. La Corte ha ribadito che la mancata impugnazione di una delle rationes rende l'appello inutile, poiché la decisione rimarrebbe valida sulla base della motivazione non contestata.
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Giudicato penale nel tributario: stop della Cassazione
Una società di servizi, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per omesse ritenute su utili presunti, vede il proprio caso complicarsi a causa di un giudizio penale parallelo. I suoi rappresentanti legali vengono assolti con formula piena. La Corte di Cassazione, di fronte a questa sentenza penale e a una nuova legge in materia, ha deciso di sospendere il procedimento tributario. L'ordinanza interlocutoria rimette la questione dell'efficacia del giudicato penale nel tributario alle Sezioni Unite, affinché venga fornito un principio di diritto definitivo sul tema.
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Accertamenti bancari: onere della prova del Fisco
L'attività di un'impresa familiare è stata oggetto di un avviso di accertamento basato su accertamenti bancari. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, chiarendo l'onere probatorio del contribuente. I giudici hanno stabilito che le corti devono valutare analiticamente tutte le prove fornite e riconoscere i costi presunti a fronte dei maggiori ricavi accertati. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Giudicato penale e Fisco: la Cassazione attende le SU
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio fiscale riguardante la presunta distribuzione di utili extracontabili. La decisione è stata presa perché la società contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva di assoluzione in sede penale per fatti connessi. Poiché la questione dell'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, alla luce di una nuova normativa (ius superveniens), è già stata rimessa alle Sezioni Unite, la Corte ha ritenuto opportuno attendere la loro pronuncia per garantire un'interpretazione uniforme della legge. Il caso è quindi rinviato a nuovo ruolo.
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Frodi carosello: la buona fede non basta, serve diligenza
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale per indebita detrazione IVA a carico di una società, ritenuta coinvolta in una frode carosello. La Corte ha stabilito che, in contesti di operazioni soggettivamente inesistenti, non è sufficiente per l'acquirente dimostrare la propria buona fede attraverso la regolarità formale delle operazioni, come il pagamento e la consegna della merce. È invece necessario provare di aver esercitato la massima diligenza per verificare l'affidabilità del fornitore e non essere coinvolto nello schema fraudolento.
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Inerenza dei costi: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società di servizi si è vista contestare la deducibilità di vari costi. La Corte di Cassazione, intervenendo sul principio di inerenza dei costi, ha stabilito che la valutazione non può essere meramente economica, legittimando le spese per compensi agli amministratori e per un magazzino inutilizzato in vista di futuri appalti. Tuttavia, ha annullato la decisione precedente sui costi per servizi esterni, giudicando la motivazione del giudice d'appello insufficiente e meramente apparente.
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Doppia imposizione: no a ritenute su interessi già tassati
La Cassazione ha negato la doppia imposizione, confermando il rimborso delle ritenute su interessi versati da una società italiana alla controllante estera. Poiché la controllata aveva già rinunciato alla deducibilità degli interessi, tassandoli pienamente in Italia, un'ulteriore ritenuta violerebbe la direttiva UE.
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Spese di sponsorizzazione: la prova è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19075/2025, ha annullato una sentenza che aveva riconosciuto la deducibilità di spese di sponsorizzazione senza verificare la prova dell'effettiva attività promozionale. La presunzione legale di inerenza prevista per tali costi non esime il contribuente dal dimostrare l'avvenuta controprestazione.
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