La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7981/2025, ha cassato la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. L'Agenzia fiscale aveva contestato la deducibilità di costi e la detrazione IVA su fatture emesse tra società collegate a seguito di una scissione, sulla base di una serie di indizi. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel non valutare gli elementi presuntivi nel loro complesso, limitandosi a un'analisi atomistica e introducendo distinzioni irrilevanti. Viene ribadito il principio secondo cui la prova di operazioni inesistenti si basa su una valutazione globale e sintetica degli indizi, che devono essere gravi, precisi e concordanti.
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