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art. 36, comma 1, d.l. n. 23 del 2020

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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per tardività. La Cassazione ha chiarito che la sospensione dei termini processuali, introdotta durante l'emergenza COVID-19, rendeva l'appello tempestivo. Tuttavia, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.
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Termine impugnazione rito lavoro: la Cassazione chiarisce
Una farmacia ha ricevuto una sanzione amministrativa per un prodotto scaduto. Dopo la prima decisione sfavorevole, il suo appello è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che il termine impugnazione rito lavoro, applicabile in questi casi, decorre dalla comunicazione della cancelleria quando la motivazione della sentenza viene depositata separatamente e in ritardo rispetto al dispositivo letto in udienza. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso al Tribunale.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del cumulo sospensione termini, affermando che il periodo di sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19 si somma a quello della sospensione feriale. Nel caso esaminato, un'associazione aveva impugnato una sentenza tributaria. L'appello era stato dichiarato inammissibile perché tardivo dalla corte di secondo grado, la quale aveva erroneamente escluso la possibilità di sommare i due periodi. La Cassazione ha cassato la decisione, chiarendo che i due periodi, non essendo sovrapponibili e avendo finalità diverse, vanno entrambi aggiunti al termine lungo di impugnazione di sei mesi, rendendo l'appello tempestivo.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16716/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo dei termini processuali. Ha affermato che la sospensione straordinaria dei termini introdotta per l'emergenza COVID-19 è cumulabile con la tradizionale sospensione feriale. Nel caso esaminato, un'associazione aveva impugnato una sentenza tributaria. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'atto tardivo, non applicando il cumulo sospensione termini. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che i 64 giorni di stop per la pandemia e i 31 giorni di pausa estiva si sommano, rendendo l'appello tempestivo. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio per l'esame del merito.
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Cumulo sospensione termini: COVID e feriale si sommano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16717/2025, ha chiarito il principio del cumulo sospensione termini. La sospensione dei termini processuali per l'emergenza COVID (64 giorni) si somma a quella feriale (31 giorni) nel calcolo del termine lungo per l'impugnazione. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato tardivi gli appelli di un ente fiscale e di un'associazione, ritenendo erroneamente non cumulabili i due periodi di sospensione.
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