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Art. 36-bis DPR n. 600 del 1973

5 provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società impugnava una cartella di pagamento per IVA e IRES. Dopo un lungo iter giudiziario, la controversia è terminata grazie alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Impugnazione ruolo: quando è ammissibile da sola?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'impugnazione del solo ruolo tributario. Un contribuente aveva ricevuto una cartella esattoriale ma aveva scelto di contestare unicamente il ruolo sottostante. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione del ruolo è permessa in via autonoma solo se il contribuente dimostra un interesse concreto e attuale, condizione che si verifica principalmente quando la cartella non è stata notificata o è stata notificata in modo invalido. Se la cartella è regolarmente notificata, l'atto da impugnare è quest'ultima.
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Difetto di interesse: inammissibile ricorso fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia governativa contro una congregazione religiosa. Durante il processo, l'agenzia ha annullato le sanzioni e gli interessi oggetto della controversia, determinando un sopravvenuto difetto di interesse a proseguire il giudizio, requisito necessario in ogni fase del processo.
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Definizione agevolata: l’interesse ad agire del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15223/2025, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate ha sempre interesse a impugnare una sentenza che dichiara la cessazione della materia del contendere, qualora il contribuente, pur avendo fatto domanda di definizione agevolata, non abbia poi versato le somme dovute. La semplice adesione alla procedura non è sufficiente a estinguere il contenzioso se non è seguita dal pagamento, consolidando così il diritto del Fisco a procedere con la riscossione.
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Società cancellata: debiti e responsabilità fiscali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una cartella di pagamento notificata all'ex socio e liquidatore di una società cancellata. La Corte ha distinto la posizione del ricorrente: come ex liquidatore, il ricorso è improcedibile perché è trascorso il quinquennio di 'sopravvivenza fittizia' della società. Come ex socio, il ricorso è ammissibile ma respinto, poiché l'estinzione della società determina un fenomeno successorio, trasferendo i debiti fiscali ai soci, che ne rispondono nei limiti di quanto percepito in fase di liquidazione o illimitatamente. La decisione conferma che i debiti fiscali di una società cancellata non scompaiono ma si trasferiscono ai soci.
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