LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 36 bis del Dpr n. 600 del 1973

14 provvedimenti

Aiuti di Stato: Cassazione su agevolazioni fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10470/2024, ha stabilito che le agevolazioni fiscali concesse a un'impresa siciliana a seguito di eventi calamitosi devono essere vagliate alla luce della normativa europea sugli Aiuti di Stato. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando con rinvio la decisione di merito che aveva convalidato il beneficio fiscale senza considerare una successiva decisione della Commissione Europea che lo qualificava come aiuto illegittimo. Il giudice del rinvio dovrà ora verificare se l'agevolazione rientri nei limiti "de minimis" o se debba essere disapplicata.
Continua »
Forza maggiore debiti tributari: quando è esclusa
Una società non ha versato le imposte dovute a causa di una crisi di liquidità provocata da sistematici ritardi nei pagamenti da parte del suo unico cliente, la Pubblica Amministrazione. La contribuente ha invocato la forza maggiore per i debiti tributari per giustificare l'inadempimento. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che i ritardi della P.A. costituiscono un rischio d'impresa prevedibile. Di conseguenza, la difficoltà finanziaria che ne deriva non esclude la responsabilità per il mancato pagamento di imposte e sanzioni.
Continua »
Appello tardivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione conferma la decisione di inammissibilità di un ricorso contro una cartella di pagamento. La causa principale del rigetto è l'appello tardivo presentato dalla contribuente contro la sentenza di primo grado. La Corte ha stabilito che, una volta che l'avviso di accertamento è diventato definitivo, non è più possibile contestarne il merito. Inoltre, la richiesta di condono è stata respinta poiché la lite fiscale non era più pendente. La sentenza sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
Continua »
Controllo automatizzato: i limiti dell’Agenzia Entrate
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34348/2025, ha stabilito i limiti del controllo automatizzato. L'Amministrazione Finanziaria non può utilizzare la procedura semplificata e la conseguente cartella di pagamento per disconoscere un credito d'imposta la cui valutazione richieda analisi complesse e non un mero controllo cartolare. In questi casi, è necessario un avviso di accertamento motivato.
Continua »
Dichiarazione ultratardiva: credito Iva e controlli
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate è legittimata a disconoscere, tramite controllo automatizzato, un credito d'imposta invocato da un contribuente se tale credito deriva da una dichiarazione ultratardiva. Quest'ultima, essendo presentata oltre 90 giorni dalla scadenza, si considera omessa ai fini della compensazione, rendendo l'indicazione del credito un errore materiale correggibile con la semplice emissione di una cartella di pagamento, senza necessità di un avviso di accertamento.
Continua »
Rivalutazione immobili e imposta non versata: il caso
Una società aveva indicato in dichiarazione dei redditi l'intenzione di effettuare una rivalutazione immobili, senza però versare la relativa imposta sostitutiva. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento, ma la Corte di Cassazione ha annullato la pretesa. La Corte ha stabilito che la procedura di rivalutazione si perfeziona solo con il versamento dell'imposta, non con la semplice dichiarazione, che di per sé non è vincolante.
Continua »
Controllo automatizzato credito: limiti e poteri fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità del ricorso al controllo automatizzato credito da parte dell'Agenzia delle Entrate per recuperare un credito d'imposta compensato in misura superiore a quello effettivamente disponibile nell'anagrafe tributaria. Il caso riguardava una società che aveva impugnato una cartella di pagamento, ma la Corte ha rigettato il ricorso, specificando che un mero confronto di dati rientra negli "errori materiali" correggibili con la procedura semplificata ex art. 36-bis d.P.R. 600/1973. Inoltre, ha dichiarato inammissibile l'eccezione di decadenza sollevata per la prima volta in sede di legittimità.
Continua »
Errore di fatto: i limiti della revocazione in Cassazione
Una società ha chiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto legato a una presunta doppia imposizione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che una valutazione errata delle prove costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non può quindi giustificare la revocazione. Questo strumento non può essere utilizzato per riesaminare il merito della controversia.
Continua »
Credito d’imposta sisma: legittimo anche senza versamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11242/2024, ha stabilito che un'impresa situata nell'area del cratere sismico dell'Aquila ha legittimamente utilizzato un credito d'imposta per acconti IRPEF, anche se i relativi versamenti erano stati sospesi per legge. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che il credito non fosse maturato e che l'operazione costituisse un abuso del diritto. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che l'utilizzo del credito è una diretta conseguenza della normativa emergenziale di favore, introdotta per sostenere le popolazioni colpite, e non una manovra elusiva.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica perché effettuata direttamente dall'Agente della riscossione tramite posta e ricevuta da un soggetto sconosciuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella esattoriale via raccomandata A/R diretta è una modalità prevista dalla legge (art. 26, D.P.R. 602/1973). Inoltre, ha chiarito che l'unico modo per contestare l'autenticità della firma sull'avviso di ricevimento è attraverso la procedura di querela di falso.
Continua »
Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che condannare il contribuente alle spese contrasterebbe con la finalità della legge sulla definizione agevolata, che mira a incoraggiare la chiusura delle liti pendenti.
Continua »
Emendabilità dichiarazione: correzione in giudizio
Una società ha commesso un errore nella dichiarazione Ires e Irap. Nonostante il rigetto in autotutela e nei primi due gradi di giudizio, la Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio di emendabilità della dichiarazione. Il contribuente può sempre correggere un errore di fatto o di diritto in sede contenziosa per far valere la pretesa tributaria corretta, a prescindere dai termini per la dichiarazione integrativa.
Continua »
Sottoscrizione ruolo: onere della prova sul contribuente
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per un presunto vizio nella sottoscrizione del ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova di un difetto di sottoscrizione del ruolo grava sul contribuente. Non è sufficiente una contestazione generica, ma sono necessari elementi specifici e concreti per invalidare l'atto, data la sua natura vincolata e la presunzione di riferibilità all'organo emittente.
Continua »
Definizione agevolata: no se c’è rateazione
Un contribuente, dopo essere decaduto da un piano di rateazione di un debito fiscale, ha ricevuto una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta di definizione agevolata, stabilendo che la cartella, in questo caso, è un atto di mera esecuzione e non un atto impositivo, poiché il contribuente era già a conoscenza del debito avendone chiesto e ottenuto la rateizzazione.
Continua »