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art. 35 Ord. Pen.

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73 provvedimenti

Permesso di necessità: i diritti del detenuto
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava un permesso di necessità a un detenuto in regime speciale. Il ricorrente aveva richiesto di visitare la madre gravemente malata, ma il tribunale aveva basato il diniego su una valutazione parziale, ignorando il reclamo presentato dal difensore e la documentazione medica aggiornata. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della gravità deve considerare non solo il dato clinico, ma anche il tempo trascorso dall'ultima visita e il principio costituzionale di umanità della pena.
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Reclamo detenuto 41-bis e acquisto frigorifero
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del reclamo detenuto 41-bis presentato contro il diniego all'acquisto di un frigorifero personale. La Corte ha stabilito che l'uso di borse termiche con tavolette refrigeranti è sufficiente a garantire il diritto alla salute e alla conservazione dei cibi, rendendo la scelta dell'amministrazione penitenziaria una misura organizzativa insindacabile legata alla sicurezza.
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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso Cassazione personale presentato da un detenuto in regime speciale. Il ricorrente contestava il diniego all'installazione di una bilancia in cella, ma l'impugnazione è stata rigettata poiché, per legge, il condannato non può agire senza un difensore abilitato.
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Liberazione anticipata: quando la condotta la nega
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto a causa di gravi infrazioni disciplinari, tra cui aggressioni e possesso di droga. La sentenza chiarisce che la competenza a decidere spetta al Tribunale di sorveglianza del luogo di attuale detenzione e che la valutazione sulla partecipazione al percorso rieducativo può considerare negativamente anche fatti recenti, estendendone gli effetti a semestri precedenti, senza necessità di una condanna penale definitiva per tali condotte.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un cittadino. La decisione si fonda sulla violazione dell'articolo 613 del codice di procedura penale, che riserva la presentazione di tali atti ai soli avvocati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Diritti dei detenuti: il reclamo giurisdizionale
Un detenuto in regime di 41-bis ha contestato la limitata disponibilità di generi alimentari acquistabili. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del suo reclamo, chiarendo che per attivare la tutela giurisdizionale sui diritti dei detenuti è necessaria la prova di un pregiudizio concreto e attuale, non essendo sufficiente una lamentela generica, specialmente se l'amministrazione ha già agito per risolvere il problema e sono disponibili fonti alternative di cibo.
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Reclamo del detenuto: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del reclamo di un detenuto in regime speciale che chiedeva la consegna di supporti digitali e l'installazione di software. La decisione si fonda sulla genericità delle richieste, che non specificavano i software necessari né si confrontavano con le esigenze di sicurezza dell'amministrazione penitenziaria. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare un reclamo del detenuto in modo preciso e circostanziato per poter essere esaminato nel merito.
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Colloqui detenuti 41-bis: Diritto e Sicurezza
La Cassazione conferma l'autorizzazione a un colloquio tra due fratelli detenuti, uno dei quali in regime speciale. La Corte ha stabilito che i colloqui detenuti 41-bis sono possibili se il rischio per la sicurezza, evidenziato dalla D.D.A., è vago e non supportato da elementi concreti, prevalendo il diritto ai rapporti affettivi.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sul mancato rispetto dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato. L'esito comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Diritti dei detenuti e poteri dell’amministrazione
Un detenuto ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo il rigetto della sua richiesta di utilizzare senza limiti un fornello a gas. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo una chiara linea di demarcazione sui diritti dei detenuti. La decisione si fonda sul principio che le modalità di esercizio di certi diritti, se rimesse alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria, non sono soggette a revisione giudiziaria, qualificando il reclamo come generico e non impugnabile.
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Diritti detenuti: cibo e 41-bis, decide il Tribunale
Un detenuto in regime speciale 41-bis si è visto negare la possibilità di ricevere alcuni alimenti dai familiari. Il suo reclamo è stato inizialmente respinto come 'generico'. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa visione, affermando che il diritto a una sana alimentazione è un diritto soggettivo fondamentale. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che tali reclami sono di natura giurisdizionale e devono essere esaminati nel merito dal Tribunale di Sorveglianza, rafforzando la tutela dei diritti detenuti.
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Diritti del detenuto: no al frigo, sì alla borsa frigo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto a cui era stato negato l'acquisto di un frigorifero. La Corte ha stabilito che la fornitura di una borsa frigo con tavolette refrigeranti è una modalità di esercizio del diritto alla salute e alla corretta alimentazione che rientra nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria. La negazione del frigo non lede i diritti del detenuto in sé, ma ne regola solo le modalità di attuazione per esigenze organizzative e di sicurezza.
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Reclamo generico detenuto: Cassazione inammissibile
Un detenuto ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile il suo reclamo riguardo a una limitazione nello scambio di oggetti con altri carcerati. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, stabilendo che il reclamo originario era un reclamo generico ai sensi dell'art. 35 Ord. Pen. Tale tipo di reclamo, avendo natura non giurisdizionale, non è impugnabile in sede penale, neppure con ricorso per cassazione, in quanto non incide su un diritto soggettivo del detenuto ma su mere modalità di esecuzione della pena.
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Diritto cottura cibi detenuti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che aveva respinto senza udienza il reclamo di un detenuto in regime 41-bis. Il detenuto lamentava limitazioni orarie per l'uso di un fornello. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto alla cottura dei cibi è un diritto soggettivo e, come tale, ogni reclamo che lo riguarda deve essere trattato in un'udienza in contraddittorio, non con una procedura 'de plano'. La questione è stata quindi rinviata al Magistrato per un nuovo esame nel rispetto delle garanzie procedurali.
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Acquisto riviste detenuti: no a richieste generiche
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava un detenuto all'acquisto di qualsiasi rivista. Il caso riguardava una richiesta generica e non la negazione di un titolo specifico. La Suprema Corte ha stabilito che per l'acquisto riviste detenuti, il reclamo è ammissibile solo in presenza di un pregiudizio concreto e attuale a un diritto soggettivo, riaffermando la legittimità dei limiti imposti dall'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza e organizzative.
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Diritto alla salute detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reclamo di un carcerato contro il mancato rispetto di una prescrizione medica, come l'allocazione in una cella singola per motivi di salute, non è un reclamo generico ma riguarda la lesione di un diritto soggettivo. In particolare, il diritto alla salute del detenuto. Di conseguenza, il rimedio corretto è quello giurisdizionale previsto dall'art. 35-bis dell'Ordinamento Penitenziario, e non quello generico dell'art. 35. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile il reclamo, rinviando per un nuovo esame nel merito.
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Reclamo detenuto: controllo cella senza presenza
Un detenuto ha presentato un ricorso contro il controllo del numero di compact disk nella sua cella, avvenuto in sua assenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che il reclamo del detenuto su tali controlli non riguarda un diritto soggettivo tutelabile in sede giurisdizionale, ma rientra nei poteri discrezionali dell'amministrazione penitenziaria per garantire l'ordine interno. Pertanto, il provvedimento del Magistrato di sorveglianza che respinge il reclamo non è impugnabile.
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Diritti detenuti 41-bis: uso del fornello in cella
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un carcerato sul tema dei diritti detenuti 41-bis. La Corte ha stabilito che la limitazione dell'uso di fornello e pentole durante le ore notturne non viola il diritto alla salute, ma rientra nei poteri discrezionali dell'amministrazione penitenziaria per garantire la sicurezza interna, essendo una restrizione sulle modalità di esercizio del diritto e non una sua negazione.
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Diritti del detenuto: no al rasoio elettrico col cavo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava un detenuto in regime speciale all'acquisto di un rasoio con cavo elettrico. La sentenza chiarisce i limiti dei diritti del detenuto, distinguendo tra il diritto inviolabile all'igiene e le modalità del suo esercizio, che restano soggette alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza e ordine interno. L'uso di un apparecchio a batteria è stato ritenuto sufficiente a garantire il diritto.
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Reclamo generico detenuto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che il reclamo generico del detenuto era stato correttamente qualificato come tale, poiché riguardava le modalità di esercizio dei diritti e non i diritti stessi. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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