LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 35, d.P.R. n. 633 del 1972

6 provvedimenti

Iscrizione VIES: Formalità o Sostanza? La Cassazione chiarisce l’IVA
Un'Azienda, che aveva effettuato cessioni intracomunitarie, si è vista negare l'esenzione IVA dall'Agenzia delle Entrate perché non era iscritta al registro VIES al momento delle operazioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che l'iscrizione VIES è un requisito meramente formale per l'esenzione IVA, non sostanziale, a meno che non vi sia frode. Ha anche chiarito che l'Amministrazione finanziaria non può introdurre nuove contestazioni in appello. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Omesso Versamento IVA: La Responsabilità del Rappresentante Legale Confermato
Un rappresentante legale di una società è stato condannato per omesso versamento IVA, avendo mancato di versare oltre 2 milioni di euro di Imposta sul Valore Aggiunto. Nonostante avesse tentato di delegare la responsabilità ad un altro amministratore poco prima della scadenza, la Corte ha ritenuto che la sua condotta fosse preordinata all'evasione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna. La sentenza sottolinea che le limitazioni dei poteri non sono opponibili all'Agenzia delle Entrate se non comunicate e che la responsabilità per l'omesso versamento IVA rimane in capo a chi era formalmente il legale rappresentante.
Continua »
Prescrizione credito IVA: il Fisco perde se si difende in ritardo
Una procedura fallimentare ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta risalente al 1995. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, eccependo in seguito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione credito IVA. I giudici hanno chiarito che, una volta presentata tempestivamente la domanda di rimborso, la prescrizione decennale del credito non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Trattandosi di un diritto disponibile del contribuente, l'Amministrazione finanziaria deve eccepire la prescrizione tempestivamente nei primi gradi di giudizio, non potendo farlo per la prima volta in appello o in Cassazione. Inoltre, la mancanza della dichiarazione di cessazione dell'attività non blocca il rimborso se il curatore ha presentato la dichiarazione speciale prevista per i fallimenti.
Continua »
Rivelazione segreto d’ufficio: quando è reato
Un ufficiale della Guardia di Finanza è stato condannato per rivelazione segreto d'ufficio per aver informato il direttore di una banca di un'imminente verifica fiscale a carico del padre. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il reato non riguarda la pubblicità dei dati fiscali in sé, ma la riservatezza dell'attività di indagine. La Corte ha ribadito che si tratta di un reato di pericolo concreto, per cui è sufficiente la possibilità che la rivelazione possa ostacolare l'accertamento, indipendentemente dal fatto che si verifichi un danno effettivo.
Continua »
Variazione indirizzo e notifiche: la Cassazione decide
Una contribuente contesta un pignoramento fiscale, sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti preliminari. Tali atti erano stati inviati al suo vecchio indirizzo, nonostante avesse regolarmente registrato la sua variazione indirizzo presso l'anagrafe comunale. La Corte di Cassazione chiarisce che, per le persone fisiche, un cambio di indirizzo all'interno dello stesso comune diventa efficace 30 giorni dopo la registrazione, senza obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate. La Corte ha quindi annullato la decisione del giudice di merito per uno degli atti e ha rinviato il caso per un nuovo esame basato su questo fondamentale principio.
Continua »
Contributi a fondo perduto: attività cessata e reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per indebita percezione di erogazioni pubbliche a carico di un'imprenditrice che aveva richiesto e ottenuto contributi a fondo perduto pur avendo di fatto cessato la propria attività. La sentenza chiarisce che, per accedere a tali aiuti, non è sufficiente il requisito formale della partita IVA attiva, ma è necessario quello sostanziale dell'effettivo esercizio dell'attività d'impresa. L'erronea convinzione di avere diritto ai fondi non esclude il reato, configurandosi come un errore di diritto inescusabile.
Continua »