La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto sottoposto al regime speciale del 41 bis ha diritto a mantenere colloqui e corrispondenza con il proprio convivente. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, chiarendo che la nozione di 'convivente' è distinta e parificata a quella di 'familiare' ai fini dei contatti. La sentenza sottolinea che, una volta provata la stabilità del rapporto di convivenza, il diritto ai colloqui del detenuto convivente non può essere negato, superando l'interpretazione restrittiva che limitava tale possibilità solo ai familiari legalmente riconosciuti.
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