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Art. 35-bis, comma 3 Ord. pen.

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Diritto di cucinare in cella: limiti e orari imposti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44197/2023, ha stabilito che l'Amministrazione penitenziaria può legittimamente imporre fasce orarie per la cottura dei cibi ai detenuti. L'esercizio del diritto di cucinare in cella, pur riconosciuto, può essere regolamentato per esigenze organizzative e disciplinari interne all'istituto, a condizione che tali regole non si traducano in una negazione di fatto del diritto stesso. La Corte ha annullato la decisione di un Tribunale di sorveglianza che aveva ritenuto illegittimo un ordine di servizio su questo tema senza dimostrare una compressione grave del diritto del detenuto.
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Colloqui detenuti 41 bis: il parere DDA è decisivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che autorizzava videochiamate tra un padre e un figlio, entrambi reclusi in regime speciale. La Corte ha stabilito che per i colloqui detenuti 41 bis è imprescindibile acquisire il parere della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), anche se non vincolante, per bilanciare il diritto alla famiglia con le esigenze di sicurezza pubblica. Il Tribunale di Sorveglianza aveva errato nel concedere l'autorizzazione senza questo passaggio fondamentale.
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Diritti del detenuto: limiti del giudice di sorveglianza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la magistratura di sorveglianza non può imporre specifiche scelte organizzative, come l'uso di una borsa frigo rigida, all'amministrazione penitenziaria per la conservazione degli alimenti. L'intervento giudiziario è legittimo solo se le modalità esistenti causano un pregiudizio concreto, grave e attuale ai diritti del detenuto. La sentenza riafferma la distinzione tra tutela giurisdizionale dei diritti e autonomia amministrativa nella gestione carceraria.
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Diritti del detenuto: limiti del giudice su borse frigo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che consentiva a un detenuto di usare una borsa-frigo rigida. La sentenza stabilisce che il giudice può intervenire sulle scelte organizzative dell'amministrazione penitenziaria solo in caso di un pregiudizio concreto e attuale ai diritti del detenuto, come quello alla salute, e non per imporre soluzioni ritenute semplicemente più opportune. Il sistema di borse morbide con tavolette refrigeranti sostituibili è stato considerato idoneo a garantire la conservazione degli alimenti.
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Detenzione lettore CD in carcere: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che consentiva a un detenuto in regime 41-bis la detenzione di un lettore CD in cella per 24 ore. La Corte ha stabilito che le modalità di esercizio di un diritto, come gli orari di utilizzo di un dispositivo, rientrano nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per motivi di sicurezza e organizzazione. Il giudice può intervenire solo se tale discrezionalità è esercitata in modo manifestamente irragionevole, cosa non avvenuta in questo caso, in cui il ritiro notturno del dispositivo era giustificato da esigenze di sicurezza.
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Detenuto 41-bis: Diritto all’ascolto di musica
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un detenuto 41-bis ad acquistare a proprie spese un lettore CD e supporti musicali. La sentenza rigetta il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo che l'ascolto di musica rientra nei "piccoli gesti di normalità quotidiana" che costituiscono ambiti di libertà residua della persona. La Corte ha precisato che la Magistratura di sorveglianza può sindacare le decisioni dell'Amministrazione penitenziaria per verificare che il diniego non sia irragionevole e che le misure di sicurezza non comportino un onere sproporzionato per l'istituto. In questo caso, non essendo stata dimostrata l'eccessiva gravosità dei controlli, il diritto del detenuto prevale.
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Diritti dei detenuti: il rasoio elettrico in carcere
La Corte di Cassazione ha stabilito che la scelta di un detenuto di utilizzare un rasoio elettrico con filo, anziché a batteria, non costituisce un diritto soggettivo tutelabile. La decisione rientra nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per motivi di sicurezza. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra i diritti dei detenuti, che devono essere garantiti, e le modalità del loro esercizio, che possono essere legittimamente limitate per esigenze di ordine e sicurezza interna, senza che il giudice di sorveglianza possa intervenire.
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Lettore CD detenuti 41-bis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero della Giustizia contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva autorizzato un detenuto in regime speciale ad acquistare un lettore CD e cuffie. Il Ministero sosteneva che tale concessione compromettesse la sicurezza, ma non ha fornito prove concrete dell'impossibilità di effettuare i controlli necessari nel penitenziario specifico. La Corte ha ritenuto le motivazioni del ricorso troppo generiche, confermando di fatto il diritto del detenuto all'ascolto di musica, bilanciato con adeguate misure di sicurezza.
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