Un Lavoratore ha violato i sigilli apposti su un immobile commerciale, precedentemente sottoposto a sequestro, e ha continuato a vendere prodotti ittici sul marciapiede antistante, utilizzando attrezzature presenti all'interno del locale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore, confermando la sua condanna per violazione di sigilli. La Corte ha negato l'applicazione della `non punibilità per tenuità del fatto`, ritenendo che la condotta, sebbene un singolo episodio, dimostrasse un grave dolo e una chiara insofferenza ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria, anche alla luce di una precedente revoca di messa alla prova per altri reati. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali.
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