Una banca, creditrice di oltre un milione di euro verso una società fallita, ha agito contro i coniugi garanti. Questi ultimi avevano svuotato il proprio patrimonio costituendo un fondo patrimoniale e donando i beni immobili alle figlie, le quali avevano poi promesso di venderli a un terzo. La banca ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari, confermando l'inefficacia dei trasferimenti. La Corte ha chiarito che spetta al debitore, e non al creditore, dimostrare che il proprio patrimonio residuo sia sufficiente a pagare i debiti. Di conseguenza, la banca ha vinto la causa e potrà pignorare i beni immobili originari per recuperare il proprio credito.
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