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Art. 342 Codice Civile

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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32759/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specialisti che chiedevano il risarcimento per la mancata corresponsione di un'adeguata retribuzione durante la specializzazione. Il caso riguarda la tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Da quel momento, infatti, i medici avevano la ragionevole certezza del loro diritto al risarcimento, rendendo irrilevanti le successive incertezze sulla giurisdizione o sulla natura dell'azione.
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Actio negatoria servitutis: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso di actio negatoria servitutis tra proprietari confinanti. La controversia verteva sul diritto di passaggio su un terrazzo di proprietà esclusiva per accedere a un sottotetto, partendo da una scala ritenuta in comproprietà. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, ritenendola contraddittoria: la comproprietà della scala non crea automaticamente una servitù di passaggio sul terrazzo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione che chiarisca l'esistenza o meno di un titolo legittimante il passaggio.
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Compenso avvocato revocatoria: il valore della causa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17996/2024, chiarisce i criteri per la liquidazione del compenso dell'avvocato in un'azione revocatoria. La Corte stabilisce che il valore della causa non è indeterminato, ma deve essere calcolato in base al valore effettivo della controversia, permettendo al giudice di adeguare l'onorario in caso di manifesta sproporzione con il valore formale della domanda. Viene inoltre confermato che la richiesta di compensi separati per più avvocati, se non avanzata in primo grado, è inammissibile in sede di reclamo.
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Indennità di espropriazione: divisione tra coeredi
In una controversia ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di espropriazione, anche quando compensa il deprezzamento di una porzione di terreno non espropriata, deve essere considerata un'entità unica. Di conseguenza, l'intero importo, inclusa la parte per la perdita di valore del bene residuo, va diviso tra tutti i coeredi secondo le quote stabilite in sede di divisione, e non spetta esclusivamente all'erede che ha ricevuto la parte residua del bene.
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Abuso di dipendenza economica e doveri di buona fede
Una società concessionaria di auto ha citato in giudizio la casa automobilistica per non aver impedito vendite parallele da parte di rivenditori non autorizzati e per abuso di dipendenza economica. Dopo che i tribunali di merito avevano respinto le sue richieste, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che il giudice di secondo grado aveva commesso un errore di 'omessa pronuncia', non valutando le specifiche doglianze relative alla violazione di una clausola contrattuale e all'abuso di dipendenza economica, concentrandosi erroneamente solo sulla questione, non sollevata, di un'inesistente esclusiva territoriale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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