LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 339 Codice di Procedura Penale

18 provvedimenti

Oltraggio Prescritto, Minacce Annullate: Il Difetto di Querela Decisivo
Un Imputato è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale e minaccia. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna. Per l'oltraggio, il reato si è estinto per prescrizione. Per le minacce, la Corte ha rilevato un difetto di querela. L'accettazione del risarcimento da parte della persona offesa non equivale a una querela. Inoltre, per le minacce più gravi, la persona offesa non aveva ricevuto l'avviso obbligatorio sul suo diritto di sporgere querela. Questo ha reso l'azione penale improcedibile.
Continua »
Remissione della querela: cancella la condanna ma non le spese
Un uomo è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, avendo sottratto le chiavi alla persona offesa. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha applicato il principio secondo cui la remissione della querela, se ritualmente accettata, estingue il reato anche in pendenza del ricorso per cassazione, prevalendo sulle cause di inammissibilità del ricorso stesso. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato, condannando l'imputato al pagamento delle sole spese processuali in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
Continua »
Falsa denuncia per non pagare le bollette: la Cassazione condanna
Un utente ha attivato contratti telefonici e, per non pagare le bollette, ha presentato una falsa denuncia contro ignoti. Scoperto dagli investigatori, ha provato a rimediare ritirando la querela. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rimessione della querela non cancella il reato di falsa denuncia, poiché non equivale a una ritrattazione spontanea e tempestiva. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, confermando la sua responsabilità penale e condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Remissione di querela: la condanna per truffa viene cancellata
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di truffa semplice ai danni della Persona Offesa. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la remissione di querela, intervenuta e accettata durante il giudizio di legittimità, estingue il reato. Tale estinzione cancella anche le condanne civili al risarcimento dei danni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato in assenza di accordi contrari.
Continua »
Condannato per truffa: la remissione di querela annulla tutto
Un uomo, condannato per truffa aggravata e violazione di domicilio, ha visto la sua sentenza completamente annullata dalla Corte di Cassazione. Il caso riguardava servizi di alloggio e vigilanza non pagati e l'ingresso forzato in un'abitazione privata. La svolta decisiva è avvenuta durante il processo in Cassazione: tutte le vittime hanno ritirato le loro denunce. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, una volta accettata dall'imputato, prevale su tutto e causa l'estinzione immediata dei reati. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata in via definitiva, chiudendo il caso con la sola condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Remissione di querela: validità e pena illegale
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per lesioni e minacce, il quale lamentava la mancata declaratoria di estinzione del reato per remissione di querela. La Suprema Corte ha chiarito che la remissione non era valida poiché il procuratore speciale si era limitato a trasmettere via PEC l'incarico ricevuto, senza procedere alla formale dichiarazione di remissione davanti all'autorità. Tuttavia, la Corte ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio: i reati contestati rientravano nella competenza del Giudice di Pace, per i quali non è prevista la pena della reclusione. L'irrogazione di un anno di carcere è stata dunque qualificata come pena illegale.
Continua »
Remissione di querela: reato estinto dopo la condanna
Un individuo, condannato in appello per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sulla remissione di querela presentata dalla persona offesa e accettata dall'imputato. Tale remissione è diventata giuridicamente decisiva solo dopo che la Corte d'Appello ha riqualificato l'originaria accusa di estorsione, reato procedibile d'ufficio, in un reato procedibile a querela. La Cassazione ha ribadito che l'estinzione del reato per remissione di querela prevale e deve essere dichiarata anche in sede di legittimità.
Continua »
Remissione di querela e Riforma Cartabia: il caso
La Corte di Cassazione annulla una condanna per truffa aggravata dalla recidiva. A seguito della Riforma Cartabia, il reato non è più procedibile d'ufficio in presenza di tale aggravante. Di conseguenza, l'intervenuta remissione di querela, accettata dall'imputato, ha estinto il reato, con applicazione retroattiva della legge più favorevole.
Continua »
Remissione di querela: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, chiarendo i requisiti formali per una valida remissione di querela. La Corte ha stabilito che la remissione presentata dal difensore dell'imputato, priva delle formalità previste dall'art. 340 c.p.p., è inefficace. Inoltre, ha ribadito che l'acquisizione di una sentenza di assoluzione per i coimputati in un altro procedimento non vincola la decisione del giudice, che mantiene la sua autonomia valutativa.
Continua »
Remissione della querela: annullata condanna
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19576/2024, ha annullato una condanna a seguito di un ricorso per errore di fatto. La Corte aveva precedentemente dichiarato inammissibile un ricorso senza considerare la remissione della querela, depositata ritualmente. La sentenza stabilisce che l'estinzione del reato per remissione della querela prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, portando all'annullamento della condanna.
Continua »
Remissione di querela: annulla la condanna in Cassazione
La Cassazione annulla una condanna per truffa a seguito di una remissione di querela. La Corte ha stabilito che la remissione, se accettata e avvenuta dopo la sentenza d'appello ma prima della scadenza per il ricorso, estingue il reato, prevalendo su altre questioni. L'imputato è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Remissione di querela: estinzione reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di appropriazione indebita. Decisiva è stata la remissione di querela da parte della persona offesa, accettata dall'imputata durante il giudizio di legittimità. La Corte ha ribadito che questa causa di estinzione del reato prevale su eventuali altri motivi di inammissibilità del ricorso, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza.
Continua »
Remissione di querela: prevale sull’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio errore di fatto, revocando un'ordinanza di inammissibilità. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, presentata e accettata prima della decisione, estingue il reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, la sentenza di condanna per truffa è stata annullata senza rinvio, dichiarando il reato estinto.
Continua »
Remissione di querela in Cassazione: reato estinto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per truffa a seguito della remissione di querela intervenuta tra la vittima e l'imputata. La decisione stabilisce che, se l'atto è formalmente valido e tempestivo, la remissione di querela prevale e determina l'estinzione del reato anche se presentata durante il giudizio di legittimità. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna, separandola da un altro reato precedentemente unito in continuazione, la cui pena torna ad essere pienamente esecutiva.
Continua »
Furto in chiesa: la Cassazione esclude un’aggravante
Un uomo condannato per furto in chiesa da una cassetta delle elemosine ricorre in Cassazione. La Corte esclude l'aggravante della destinazione a pubblica reverenza, ritenendo il denaro strumentale al culto. Di conseguenza, il reato diviene procedibile a querela e, essendo questa stata rimessa, viene dichiarato estinto.
Continua »
Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
Continua »
Riconoscimento fotografico: prova valida anche senza video
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione. La sentenza conferma che il riconoscimento fotografico effettuato dalle forze dell'ordine, basato sulla loro pregressa conoscenza del soggetto, costituisce una prova sufficiente anche in assenza dei filmati originali delle telecamere. Inoltre, la Corte ha chiarito l'inefficacia di una remissione di querela presentata senza rispettare le formalità di legge e per un reato procedibile d'ufficio.
Continua »
Applicazione indulto: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un'errata applicazione indulto. La Suprema Corte ha stabilito che una condanna passata in giudicato non può essere messa in discussione da nuove norme sulla procedibilità e che il giudice della cognizione ha l'obbligo di calcolare con precisione l'indulto senza delegare tale compito alla fase esecutiva.
Continua »