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Art. 337-bis Codice Civile

6 provvedimenti

Validità CTU: la Cassazione su registrazioni e test
In un caso di affidamento di minore, una madre ricorre in Cassazione contestando la validità della CTU psicologica per mancato deposito delle registrazioni audio e dei risultati dei test. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Si chiarisce che l'assenza di registrazioni, se non ordinate dal giudice, non inficia la consulenza. Le contestazioni sull'interpretazione dei test sono considerate questioni di merito e non di legittimità, ribadendo la correttezza della decisione della Corte d'Appello sulla validità CTU.
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Assegnazione casa familiare: l’interesse dei figli vince
Una madre, genitore collocatario, si vede revocare l'assegnazione della casa familiare a causa di presunti cattivi rapporti con i parenti dell'ex partner. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'assegnazione casa familiare deve basarsi esclusivamente sul superiore interesse dei figli a rimanere nel loro habitat. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice d'appello 'apparente' e contraddittoria, in quanto priva di prove concrete del pregiudizio per i minori. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Ascolto del minore: obbligatorio se passa tempo
In un caso di affidamento conteso, una madre si era vista revocare la custodia a favore del padre a causa di comportamenti ostruzionistici. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione perché la Corte d'Appello non aveva proceduto a un nuovo ascolto del minore, all'epoca di 9 anni, ritenendo sufficiente un'audizione avvenuta due anni prima. La Suprema Corte ha ribadito che l'ascolto del minore è un adempimento fondamentale, la cui omissione ingiustificata rende nulla la sentenza, specialmente quando il tempo trascorso ha inevitabilmente mutato la percezione e la maturità del bambino.
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Danno endofamiliare: risarcimento e prova presuntiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24719/2025, si è pronunciata su un caso di danno endofamiliare richiesto da un figlio nei confronti del padre assente. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il danno derivante dalla violazione dei doveri genitoriali, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato tramite presunzioni. La prolungata e consapevole assenza di un genitore è un fatto notorio sufficiente a far presumere un'alterazione pregiudizievole nella vita del figlio, semplificando così l'onere della prova per la vittima.
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Spese straordinarie figli: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7169/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di spese straordinarie per i figli di genitori separati. Il caso riguardava la richiesta di rimborso da parte di una madre per le ingenti spese universitarie e altre sostenute per il figlio. La Corte d'Appello le aveva negate, ritenendole prevedibili dato l'alto status socio-culturale dei genitori. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, chiarendo che la prevedibilità di una spesa va valutata al momento in cui l'assegno di mantenimento è stato originariamente determinato (nel caso di specie, molti anni prima), e non in un momento successivo. Pertanto, costi significativi e non ipotizzabili all'epoca, come l'iscrizione a un'università privata fuori sede, costituiscono spese straordinarie da ripartire tra i genitori.
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Impugnazione tardiva: appello inammissibile per errore
Una madre impugna un decreto in materia di affidamento del figlio minore, ma commette un errore procedurale applicando le nuove norme della Riforma Cartabia a un procedimento iniziato prima della loro entrata in vigore. La Corte d'Appello rileva l'errore d'ufficio e dichiara l'impugnazione tardiva, in quanto il termine corretto secondo il vecchio rito era di soli 10 giorni. L'appello viene dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
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