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art. 33 del D.Lgs. n. 546 del 1992

7 provvedimenti

Contraddittorio processuale: udienza negata, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato due sentenze della Commissione Tributaria Regionale. La prima per violazione del contraddittorio processuale, poiché il giudice aveva negato la discussione in videoconferenza richiesta dal contribuente durante l'emergenza Covid-19, decidendo la causa senza udienza. La seconda sentenza, relativa alle sanzioni, è stata annullata perché non era stato sospeso il giudizio in attesa della decisione definitiva sull'accertamento fiscale presupposto. Entrambe le cause sono state rinviate per un nuovo esame.
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Transfer pricing: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10567/2024, ha chiarito aspetti fondamentali sull'onere della prova nel transfer pricing. La Corte ha cassato la decisione di merito che confermava un accertamento fiscale su un finanziamento infragruppo, ritenendo la motivazione del giudice insufficiente e meramente apparente. In particolare, non era stato adeguatamente spiegato perché il tasso di interesse applicato fosse stato ritenuto non congruo e perché il tasso alternativo, calcolato dall'Amministrazione Finanziaria, fosse corretto. La sentenza ribadisce che spetta all'Amministrazione fornire elementi indiziari sulla non conformità al valore normale, ma il giudice deve poi valutare tutte le prove e motivare in modo approfondito la propria decisione, non potendo limitarsi a convalidare acriticamente la ricostruzione del Fisco.
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Voluntary disclosure: è possibile chiedere un rimborso?
Una società, dopo aver definito la propria posizione fiscale tramite la procedura di voluntary disclosure, ha richiesto il rimborso dell'IVA versata, ritenendola non dovuta. La Commissione Tributaria Regionale ha negato il rimborso, assimilando la procedura a un accordo definitivo non più rinegoziabile. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniforme interpretazione della legge, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una decisione di principio, senza ancora risolvere la controversia nel merito.
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Rimessione al primo giudice: quando non è obbligatoria
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Il giudice di primo grado ha commesso un errore procedurale, decidendo la causa senza la pubblica udienza richiesta. In appello, la Corte ha riconosciuto la nullità della prima sentenza ma, invece di rinviare il caso, ha deciso nel merito. La Cassazione ha confermato questa decisione, chiarendo che la rimessione al primo giudice è un'ipotesi eccezionale, applicabile solo nei casi tassativamente previsti dalla legge. Al di fuori di tali casi, prevale l'effetto devolutivo dell'appello, che impone al giudice di secondo grado di decidere la controversia, sanando il vizio precedente.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
Una società a ristretta base partecipativa e i suoi soci hanno impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci. L'ordinanza ribadisce che spetta ai contribuenti fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi sono stati reinvestiti o accantonati. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi relativi a presunti vizi di forma dell'atto e alla valutazione delle prove, per difetto di autosufficienza del ricorso.
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Notifica appello tributario: onere della prova decisivo
Un agente della riscossione ha visto il proprio appello dichiarato inammissibile per non aver depositato la prova di avvenuta notifica. La Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo che la prova della notifica appello tributario è un onere imprescindibile dell'appellante, specie se la controparte è assente. La mancata produzione dell'avviso di ricevimento, senza una richiesta di rimessione in termini, porta all'inammissibilità del gravame.
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Orario udienza anticipato: sentenza nulla per errore
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria perché l'udienza è stata tenuta a un orario anticipato rispetto a quello comunicato alle parti. Questa violazione procedurale, impedendo la partecipazione della difesa, ha leso il principio del contraddittorio. L'errore sull'orario dell'udienza ha comportato la cassazione della decisione con rinvio al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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