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Art. 33 del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

5 provvedimenti

Mandato ad impugnare: appello inammissibile (Cass. Pen.)
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto e ricettazione. La decisione si fonda sulla mancanza di uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dal difensore dopo la pronuncia della sentenza, come richiesto dalla Riforma Cartabia (art. 581, comma 1-quater, c.p.p.), rendendo irrilevanti i motivi di merito.
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Termini impugnazione assente: la proroga di 15 giorni
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte di Appello che aveva dichiarato inammissibile un appello per tardività. La Suprema Corte ha chiarito che, per effetto della Riforma Cartabia, i termini di impugnazione per il difensore dell'imputato giudicato in assenza sono aumentati di 15 giorni. Nel caso specifico, l'appello era stato presentato entro il nuovo termine di 30 giorni, risultando quindi tempestivo.
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Appello penale e domicilio: inammissibilità e Riforma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22190/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo un principio chiave della Riforma Cartabia. La questione centrale riguarda l'appello penale e domicilio: il mancato deposito della dichiarazione o elezione di domicilio unitamente all'atto di appello, come richiesto dall'art. 581, comma 1-ter c.p.p., comporta l'inammissibilità del gravame. La Corte ha inoltre giudicato manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate, affermando che la norma non limita il diritto di difesa ma ne regola le modalità di esercizio.
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Dolo diffamazione: annullata l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il reato di diffamazione. Il caso riguardava un imprenditore che aveva accusato un concorrente di gravi illeciti, basandosi parzialmente su un articolo di giornale ma aggiungendo dettagli falsi. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini del dolo diffamazione, è sufficiente la consapevolezza di pronunciare frasi oggettivamente lesive, anche se si crede erroneamente che siano vere. La Corte d'Appello aveva errato nel non considerare tutte le espressioni utilizzate dall'imputato, che andavano ben oltre la notizia di stampa e dimostravano la volontà diffamatoria.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione conferma
Un appello è stato dichiarato inammissibile a causa di una difettosa elezione di domicilio appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che una dichiarazione generica è inidonea. La Corte ha applicato i principi delle Sezioni Unite sull'art. 581, co. 1-ter c.p.p., specificando che la norma, seppur abrogata, si applica agli atti depositati prima della sua abrogazione e che un richiamo a una precedente elezione di domicilio deve essere espresso e specifico per essere valido.
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