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Art. 33 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

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Fisco e deduzione dei costi per carburante: lite unificata
L'Amministrazione Finanziaria contestava a una società commerciale la mancata spettanza sulla deduzione dei costi per carburante e sulle quote di ammortamento dei beni strumentali. L'azienda difendeva la deducibilità dei rifornimenti evidenziando lo stoccaggio diretto in cisterne interne senza obbligo di schede carburante. La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e ha accertato la pendenza di un identico giudizio relativo all'annualità fiscale precedente. I giudici di legittimità hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta dei due procedimenti connessi.
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Controllo a tavolino legittimo senza preavviso: l’Azienda perde
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra un 'controllo a tavolino' e una vera e propria verifica fiscale. Una società aveva contestato un accertamento IVA sostenendo la violazione del diritto di difesa, poiché l'Agenzia delle Entrate non aveva attivato il contraddittorio preventivo. I giudici hanno però stabilito che l'indagine, basata su un semplice questionario e svolta d'ufficio, rientrava nel 'controllo a tavolino'. Questa modalità non richiede le stesse garanzie procedurali di un'ispezione in azienda. Di conseguenza, l'accertamento è stato ritenuto legittimo e il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto, con la condanna della società.
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Accesso Guardia di Finanza: quando serve l’autorizzazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6237/2024, ha chiarito che un accesso della Guardia di Finanza presso i locali commerciali di un'impresa non richiede una preventiva autorizzazione scritta. Tale autorizzazione è necessaria solo per i funzionari civili dell'Amministrazione finanziaria. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva invalidato una verifica fiscale basandosi sulla mancata esibizione di tale documento, ribadendo i poteri di polizia tributaria del corpo.
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Associazione attività commerciale: quando è tassabile?
Un'associazione che forniva un servizio di rimessaggio per camper è stata considerata un'impresa a tutti gli effetti dal fisco. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la presenza di un prezzario e di quote variabili in base al servizio, anziché fisse, dimostra l'esistenza di una vera e propria associazione attività commerciale, con conseguente tassazione dei redditi.
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Accesso immobiliare: verifica fiscale legittima
Un'associazione culturale contesta un avviso di accertamento, sostenendo che derivi da un accesso immobiliare illegittimo perché privo delle necessarie autorizzazioni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, chiarendo che la semplice comunicazione dell'avvio di una verifica presso la sede del contribuente, senza compiere ispezioni o ricerche, non costituisce un accesso immobiliare. Pertanto, l'assenza delle autorizzazioni non inficia la validità dell'accertamento, poiché l'atto ispettivo che le avrebbe richieste non è mai avvenuto.
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