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Art. 33 Costituzione

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40 provvedimenti

Divieto stampa 41-bis: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del divieto di ricevere la stampa locale per un detenuto al regime 41-bis. La decisione, basata su esigenze di sicurezza, bilancia il diritto all'informazione con la necessità di impedire contatti con l'organizzazione criminale di appartenenza. La misura del divieto stampa 41-bis è stata ritenuta proporzionata, in quanto il detenuto può comunque accedere alla stampa nazionale.
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Privilegio professionista: no se l’incarico è alla società
La Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento del privilegio del professionista a una società cooperativa di ingegneria. La sentenza chiarisce che, per ottenere la prelazione, è necessario dimostrare che l'incarico sia stato conferito 'intuitus personae', ovvero a un singolo professionista scelto dal cliente, anche se formalmente il contratto è con la società. In assenza di questa prova, il credito è considerato chirografario e non privilegiato.
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Transazione commerciale: no interessi se è contributo
Un ente di formazione ha richiesto gli interessi di mora a una Regione per il ritardo nel pagamento di fondi destinati a corsi professionali, sostenendo si trattasse di una transazione commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tali fondi sono contributi pubblici erogati per finalità di interesse generale e non il corrispettivo per un servizio. Di conseguenza, non si applica la disciplina sugli interessi di mora automatici prevista per le transazioni commerciali dal D.Lgs. 231/2002.
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Transazioni commerciali: i fondi pubblici lo sono?
Un ente di formazione professionale ha richiesto gli interessi di mora a una Regione per il ritardato pagamento di contributi pubblici, sostenendo che si trattasse di transazioni commerciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'erogazione di fondi pubblici a seguito di un procedimento amministrativo e di un atto di impegno unilaterale non costituisce una transazione commerciale ai sensi del D.Lgs. 231/2002. La somma versata non era un corrispettivo per un servizio, ma una sovvenzione per coprire i costi di un'attività di interesse pubblico, escludendo così l'applicazione della disciplina sui ritardi di pagamento.
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Restituzione stipendio: la P.A. può chiedere i soldi?
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per alcuni dipendenti comunali alla restituzione dello stipendio accessorio percepito sulla base di contratti decentrati nulli. La sentenza chiarisce che la P.A. deve recuperare le somme pagate senza titolo, anche se il dipendente era in buona fede, poiché il principio di legalità prevale sul legittimo affidamento.
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Accertamento induttivo: quando è illogico?
Una società è stata soggetta a un accertamento induttivo in cui l'Agenzia delle Entrate ha presunto maggiori ricavi pari ai costi del personale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14824/2025, ha accolto il ricorso della società, ritenendo tale metodo di calcolo illogico e imperscrutabile. La Corte ha chiarito che un costo non si traduce automaticamente in un ricavo di pari importo, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Sisma Sicilia residenza: la Cassazione nega il rimborso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le agevolazioni fiscali per il sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha chiarito che il requisito della residenza in uno dei comuni del cratere sismico è tassativo per i lavoratori dipendenti che richiedono il rimborso Irpef. A differenza degli imprenditori, il cui danno è legato all'attività economica svolta nel territorio, per i dipendenti il beneficio è concesso solo se residenti nelle aree colpite. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto, negando il rimborso a un lavoratore che, pur operando in un'azienda situata nel cratere, risiedeva altrove.
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Giurisdizione professore: a chi spetta la decisione?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite risolve un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La controversia riguarda la richiesta di un'università di restituire somme indebitamente percepite da un docente per un incarico all'estero. La Suprema Corte stabilisce che, data la natura pubblicistica del rapporto di lavoro, la giurisdizione del professore universitario spetta al giudice amministrativo, anche per le questioni puramente patrimoniali, cassando la sentenza del tribunale ordinario e rimettendo le parti davanti al TAR.
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Diritti soggettivi del detenuto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime speciale che chiedeva attrezzature per l'attività fisica nella sala di socialità. La Corte ha stabilito che la richiesta non riguarda i diritti soggettivi del detenuto, ma le mere modalità di esercizio di tali diritti, che rientrano nella discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria. Pertanto, il ricorso non era ammissibile.
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Esenzione IMU scuole: quando la retta è simbolica?
Una fondazione che gestisce una scuola privata ha contestato avvisi di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione IMU per attività non commerciali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per considerare le rette scolastiche "simboliche", queste devono essere irrisorie e coprire solo una frazione minima del costo. Una struttura tariffaria che mira al pareggio di bilancio, anche se inferiore alle medie nazionali, qualifica l'attività come commerciale, escludendola così dall'agevolazione fiscale. La Corte ha sottolineato la necessità di una valutazione caso per caso piuttosto che l'applicazione meccanica di parametri ministeriali.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione fissa i paletti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'esenzione IMU per gli enti non commerciali. Un ente religioso aveva impugnato avvisi di accertamento per IMU e TASI relativi a immobili adibiti a scuola paritaria e casa per ferie, sostenendo la natura non commerciale delle attività. La Suprema Corte ha confermato che se il corrispettivo richiesto agli utenti (rette, tariffe) non è meramente simbolico ma copre una parte significativa dei costi, l'attività è da considerarsi commerciale e quindi soggetta a imposta. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'attività didattica, riconoscendo un'oggettiva incertezza normativa sulla materia al momento dei fatti.
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Libertà di espressione scientifica e deontologia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Ordine professionale contro una psicologa, sanzionata con la radiazione per aver espresso un'opinione favorevole alla regolamentazione della figura del counselor. La Corte ha stabilito che la libertà di espressione scientifica, tutelata dalla Costituzione, prevale sul potere disciplinare dell'Ordine, quando esercitata in un contesto di dibattito tecnico-scientifico e non configuri un concreto avallo all'esercizio abusivo della professione.
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Compenso simbolico: lecito in gare pubbliche
La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione disciplinare inflitta a un architetto che aveva partecipato a una gara pubblica accettando un compenso simbolico di un euro. Secondo la Corte, tale condotta non costituisce un illecito deontologico se il professionista agisce per ottenere un vantaggio immateriale, come l'arricchimento del proprio curriculum, e aderisce a condizioni di gara legittime e uguali per tutti i partecipanti.
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Congedo straordinario dottorato: i limiti e le sanzioni
Un dipendente pubblico è stato sanzionato per essersi assentato oltre la durata del congedo straordinario per dottorato. La Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che la precedente tolleranza del datore di lavoro per una situazione simile non crea un legittimo affidamento per il futuro. La decisione stabilisce che ogni caso va valutato singolarmente, specialmente riguardo ai tempi di reazione dell'amministrazione. Il ricorso del lavoratore è stato respinto, confermando la legittimità della sanzione e del recupero degli stipendi indebitamente percepiti.
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Consumi presuntivi: prova lecita in caso di contatore manomesso
Una società agricola ha contestato una bolletta per consumi presuntivi derivante da un allaccio abusivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di manomissione del contatore, il fornitore di energia può legittimamente provare il credito basandosi su prove presuntive, come il metodo della "potenza tecnicamente prelevabile", anche a fronte della contestazione del cliente.
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Abuso del processo: la Cassazione condanna il ricorrente
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento, lamentando vizi relativi al precedente avviso di accertamento. La Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'intimazione si contesta solo per vizi propri. Ha inoltre inflitto una pesante sanzione per abuso del processo, avendo la società insistito nel ricorso nonostante una proposta di definizione accelerata.
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Esenzione TASI scuole paritarie: la Cassazione decide
Un comune ha contestato l'esenzione TASI concessa a un istituto scolastico paritario, sostenendo la natura commerciale della sua attività. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del comune, stabilendo che per ottenere l'esenzione TASI per le scuole paritarie non è sufficiente un mero confronto tra la retta media e il costo medio per studente definito dal Ministero. È necessario un accertamento concreto che dimostri come il corrispettivo percepito sia puramente "simbolico" e copra solo una minima frazione del costo effettivo del servizio, senza alcuna relazione con esso.
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Esenzione TASI scuola paritaria: i criteri corretti
In un caso riguardante l'esenzione TASI per una scuola paritaria, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che si era basata su un semplice confronto matematico tra la retta media percepita e il costo medio nazionale per studente. La Corte ha stabilito che per ottenere l'esenzione TASI scuola paritaria, è necessario un accertamento concreto e puntuale che dimostri il carattere "simbolico" della retta, intesa come un corrispettivo irrisorio che copre solo una minima frazione del costo del servizio, ponendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Diritto allo studio 41-bis: i limiti della Cassazione
Un detenuto in regime speciale 41-bis ha contestato il diniego di colloqui con i docenti per motivi di studio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto allo studio 41-bis può subire limitazioni per inderogabili esigenze di sicurezza. La Corte ha precisato che, sebbene il diritto allo studio sia tutelato, le modalità di esercizio, come i contatti diretti con l'esterno, possono essere ristrette per prevenire la veicolazione di messaggi, scopo primario del regime 41-bis.
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Sanzioni amministrative tributarie: la Cassazione chiarisce
Una società impugna una sanzione per acquisti senza fattura, lamentando vizi procedurali. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che per le sanzioni amministrative tributarie non è necessario il contraddittorio preventivo. Chiarisce inoltre che la segnalazione da un ufficio diverso da quello competente non invalida l'atto e che l'onere della prova per giustificare un pagamento spetta al contribuente.
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