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Art. 322-ter Codice Penale — Anno 2025

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116 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-ter Codice Penale

Sequestro conto cointestato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna che chiedeva il dissequestro del 50% delle somme presenti su un conto corrente cointestato con il marito, indagato per reati fiscali e associativi. La Corte ha stabilito che, ai fini del sequestro preventivo per equivalente, non valgono le presunzioni del codice civile sulla proprietà al 50%. Ciò che rileva è la piena disponibilità delle somme da parte dell'indagato. Di conseguenza, se l'indagato può disporre dell'intero importo, l'intero importo può essere oggetto di sequestro conto cointestato, a prescindere dalla formale cointestazione.
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Peculato per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di peculato per distrazione e turbata libertà di scelta del contraente. Gli imputati, ex presidente di una fondazione e un suo socio, erano accusati di aver manipolato l'acquisto di un immobile con fondi pubblici per ottenere un profitto illecito. La Corte ha dichiarato prescritto il reato di turbativa, ma ha confermato la condanna per peculato per distrazione, chiarendo che il reato sussiste quando i fondi pubblici vengono deviati per interessi privati, indipendentemente dal valore finale del bene acquistato. La sentenza è stata annullata con rinvio per la rideterminazione della pena e della confisca, che deve essere calcolata sul profitto individuale di ciascun concorrente.
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Stato di insolvenza: quando la liquidità non basta
Una società è stata dichiarata fallita nonostante disponesse di liquidità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che i fondi soggetti a sequestro penale e destinati alla confisca non possono essere considerati disponibili per pagare i debiti. Lo stato di insolvenza, quindi, è stato correttamente valutato sulla base dell'effettiva incapacità dell'azienda di far fronte alle proprie obbligazioni, aggravata da una gestione illegale e da una contabilità inattendibile.
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Corruzione e prescrizione: la confisca sopravvive
La Corte di Cassazione ha annullato per prescrizione la condanna di un funzionario di Polizia Locale per corruzione. Nonostante l'estinzione del reato, la Corte ha confermato la confisca della somma di denaro ritenuta profitto illecito. La sentenza chiarisce che in tema di corruzione e prescrizione, la confisca del profitto, intesa come misura di sicurezza, sopravvive all'annullamento della condanna quando l'impugnazione è ritenuta infondata nel merito.
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Errore di fatto e confisca: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato contro la mancata revoca di una confisca dopo la dichiarazione di prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che non sussiste un errore di fatto, bensì una valutazione giuridica, quando la precedente decisione si basa sulla qualificazione della confisca come 'diretta' e non 'per equivalente', qualificazione non specificamente contestata nell'appello originario. La decisione sottolinea la distinzione fondamentale tra errore percettivo ed errore di giudizio.
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Confisca per equivalente: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un soggetto accusato di frode informatica. La sentenza chiarisce che, per questo tipo di misura, non è necessario dimostrare un collegamento diretto (nesso pertinenziale) tra il bene sequestrato e il reato, essendo sufficiente che il valore corrisponda al profitto illecito. Il ricorso dell'indagato, che lamentava il sequestro di somme su conti correnti diversi da quello usato per la frode, è stato dichiarato inammissibile.
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Sequestro per equivalente: beni del terzo confiscabili
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro per equivalente su beni immobili intestati alla compagna di un indagato per riciclaggio. La Corte ha stabilito che il sequestro è legittimo quando, nonostante l'intestazione formale a un terzo, i beni sono nella "effettiva disponibilità" dell'indagato. Nel caso di specie, la convivenza, la tempistica dell'acquisto e l'assenza di prove sulla lecita provenienza del denaro hanno supportato la decisione di mantenere il vincolo sui beni.
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Confisca dopo prescrizione: necessaria una condanna
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva il sequestro di beni finalizzato alla confisca. Il caso verteva sulla legittimità della confisca dopo prescrizione del reato. La Corte ha chiarito che tale misura è possibile solo in presenza di una precedente sentenza di condanna che abbia accertato la responsabilità penale, presupposto assente nella vicenda specifica, conclusasi con un annullamento per intervenuta prescrizione.
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Fumus commissi delicti: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali e riciclaggio. La sentenza ribadisce che per il sequestro è sufficiente il fumus commissi delicti, ovvero un quadro indiziario serio, non essendo richiesti i gravi indizi di colpevolezza. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una rivalutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità.
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Confisca e prescrizione: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza della Corte d'Appello che, pur dichiarando la prescrizione per un reato di corruzione, aveva confermato le statuizioni civili e la confisca. La Suprema Corte ha ravvisato gravi vizi motivazionali, sottolineando che in caso di prescrizione in appello, il giudice deve accertare la responsabilità penale con un giudizio pieno, e non meramente formale, prima di confermare le condanne civili. La sentenza affronta anche la delicata distinzione tra confisca diretta e per equivalente, un tema cruciale quando si parla di confisca e prescrizione.
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Opposizione in esecuzione: l’udienza è necessaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6576/2025, ha annullato un'ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli Nord, ribadendo un principio fondamentale: l'opposizione in esecuzione deve sempre essere decisa dopo la celebrazione di un'udienza in contraddittorio tra le parti. La Corte ha chiarito che decidere senza udienza viola il diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento, anche se la questione riguarda una confisca. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che rispetti le garanzie procedurali.
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Prezzo corruzione: sequestro anche se restituito
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di una somma considerata il prezzo della corruzione, anche se l'indagato l'aveva restituita al corruttore. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra 'prezzo' e 'profitto' del reato, stabilendo che il prezzo, ovvero la tangente ricevuta, è sempre soggetto a confisca, indipendentemente dalle sue successive vicende.
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Confisca obbligatoria: annullata sentenza per omissione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Fermo che, pur condannando un'imputata per omessa dichiarazione fiscale, aveva omesso di disporre la confisca obbligatoria dei proventi del reato. La Corte ha ribadito che tale misura è un atto dovuto per i delitti tributari, annullando la decisione sul punto e rinviando il caso al Tribunale per la determinazione della somma da confiscare.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile, no spese
Un imprenditore rinuncia al ricorso in Cassazione contro il sequestro di un suo immobile, poiché nel frattempo il sequestro stesso viene revocato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo un principio importante: se la causa della rinuncia non è imputabile al ricorrente, non vi è condanna al pagamento delle spese processuali.
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Corruzione impropria susseguente: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore offre 10.000 euro a un assessore come 'ringraziamento' per un'autorizzazione già ottenuta. La Cassazione analizza il reato di istigazione alla corruzione impropria susseguente, confermandone la configurabilità anche per atti passati. Tuttavia, il reato viene dichiarato estinto per prescrizione e la condanna annullata.
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Confisca e concordato: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la confisca per equivalente disposta a carico dell'amministratore per reati tributari non interferisce con il concordato preventivo della società. La misura colpisce il patrimonio personale dell'imputato, non quello aziendale destinato al piano concordatario, respingendo così il ricorso.
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Periculum in mora: necessario per il sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8388/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero, confermando che il sequestro preventivo di un bene, anche se finalizzato a una confisca già disposta in primo grado, richiede sempre una motivazione specifica sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che l'urgenza di anticipare gli effetti della confisca deve essere dimostrata con elementi concreti e attuali, assenti nel caso di specie dove lo stato del bene era immutato da anni.
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Opposizione esecuzione penale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato un ricorso avverso un'ordinanza del Giudice dell'esecuzione in materia di confisca. Invece di decidere nel merito, la Corte ha riqualificato il ricorso come opposizione esecuzione penale, applicando il principio del 'favor impugnationis'. La decisione stabilisce che l'unico rimedio contro tali ordinanze è l'opposizione e non il ricorso diretto in Cassazione, rinviando gli atti al Giudice per le indagini preliminari competente per il proseguo.
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Erogazioni pubbliche: reato con residenza fittizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per indebita percezione di erogazioni pubbliche. L'imputata aveva ottenuto contributi post-sisma dichiarando falsamente che un immobile, reso inagibile dal terremoto, fosse la sua residenza principale. La Corte ha ritenuto le prove contro di lei, come i consumi energetici quasi nulli, schiaccianti e ha confermato che le somme ricevute costituiscono profitto illecito da confiscare, indipendentemente dal loro successivo utilizzo.
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Confisca per corruzione: limiti e ripartizione
In un caso di corruzione per facilitare l'ottenimento di cittadinanze, la Cassazione conferma le condanne ma introduce un principio fondamentale sulla confisca per corruzione. Citando una recente decisione delle Sezioni Unite, la Corte stabilisce che la confisca del profitto del reato non è solidale tra i concorrenti, ma deve essere limitata alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascuno. La sentenza di appello è stata annullata su questo punto con rinvio per un nuovo calcolo.
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