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Art. 322-ter Codice Penale — Anno 2023

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113 provvedimenti

Altri anni per Art. 322-ter Codice Penale

Periculum in mora: come motivare il sequestro?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per una società coinvolta in una 'frode carosello'. La decisione si fonda sulla carente motivazione del 'periculum in mora', chiarendo che né l'incapienza della società né la natura della frode sono di per sé sufficienti a giustificare la misura cautelare, che richiede una prova concreta del rischio di dispersione dei beni.
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Ricorso inammissibile: notifica e confisca tributaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna per reati tributari. L'appellante lamentava vizi nella notifica dell'atto di citazione e l'illegittima applicazione della confisca. La Corte ha respinto entrambe le censure, specificando che l'eccezione di nullità della notifica era tardiva e che la norma sulla confisca si applica anche a fatti precedenti in virtù del principio di continuità normativa.
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Legittimazione del socio: chi impugna la confisca?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soci di minoranza contro la confisca di beni immobili intestati alla loro società. La sentenza chiarisce che la legittimazione del socio non è sufficiente, poiché solo il legale rappresentante dell'ente può impugnare il provvedimento ablatorio che colpisce il patrimonio sociale, essendo la società un soggetto giuridico distinto dai suoi membri.
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Confisca attrezzature: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per reati legati alla panificazione si opponeva alla confisca delle attrezzature del suo laboratorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando come le censure mosse al provvedimento impugnato fossero generiche e non adeguatamente motivate. La sentenza ribadisce che la richiesta di confisca per equivalente non è ammissibile quando i beni sono concretamente aggredibili e che i motivi di ricorso devono essere specifici per superare il vaglio di legittimità.
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Confisca obbligatoria e patteggiamento: il ricorso del PM
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per un reato tributario perché il giudice non aveva disposto la confisca obbligatoria del profitto. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato accolto, sottolineando che l'omessa statuizione sulla confisca costituisce un'illegalità della pena, anche in caso di accordo tra le parti.
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Giudicato progressivo: limiti del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44612 del 2023, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per reati tributari. I ricorrenti, dopo un annullamento parziale con rinvio, sostenevano che anche i reati residui dovessero essere dichiarati prescritti. La Corte ha ribadito la validità del principio del 'giudicato progressivo', secondo cui l'accertamento della responsabilità per i capi di imputazione non annullati diventa definitivo e preclude una successiva declaratoria di prescrizione. La confisca è stata confermata perché conseguente a una condanna definitiva e non a una prescrizione.
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Confisca e prescrizione: si può confiscare il profitto?
Un soggetto è stato condannato per peculato. Sebbene parte della sua condotta fosse stata dichiarata prescritta, la Corte di Cassazione ha confermato che l'intero profitto del reato, compreso quello derivante dagli atti prescritti, è soggetto a confisca. Questo principio su confisca e prescrizione si applica quando la responsabilità penale dell'imputato è già stata accertata con sentenza definitiva. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile.
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Confisca per equivalente: Cassazione e il principio solidale
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi di tre imputati contro una sentenza di patteggiamento che disponeva la confisca per equivalente dell'intero profitto di reati tributari e truffa aggravata. La Corte ha riaffermato il principio per cui la confisca è solidale tra i concorrenti e non va divisa pro-quota, applicandosi per l'intero importo a ciascuno di essi, a prescindere dall'arricchimento individuale.
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Incaricato di pubblico servizio: la qualifica del casellante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per peculato di un casellante autostradale, stabilendo che la sua figura rientra in quella dell'incaricato di pubblico servizio. La Corte ha rigettato la tesi difensiva che mirava a riqualificare il reato in appropriazione indebita, sottolineando che la gestione di denaro pubblico e le relative procedure di rendicontazione non costituiscono mansioni meramente materiali, ma implicano responsabilità e un carattere intellettivo che giustificano tale qualifica giuridica.
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Sequestro preventivo corruzione: motivazione essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per corruzione a carico di un pubblico ufficiale, evidenziando gravi carenze motivazionali. Il Tribunale del riesame aveva aumentato l'importo del sequestro senza giustificare adeguatamente la congruità delle somme rispetto al periodo dei reati contestati e senza valutare le prove a discarico fornite dalla difesa. La sentenza ribadisce che il giudice cautelare deve fornire una motivazione completa, che tenga conto di tutti gli elementi, inclusi quelli difensivi, per giustificare l'ammontare di un sequestro preventivo per corruzione.
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Confisca animali: quando è legittima post prescrizione?
Un soggetto, accusato di maltrattamento di animali e detenzione illegale di specie protette, ottiene la declaratoria di prescrizione dei reati. Il tribunale, tuttavia, dispone la confisca di tutti gli animali. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, interviene per chiarire i limiti della confisca animali. Annulla la confisca per gli animali oggetto del solo reato di maltrattamento, poiché tale misura è facoltativa e richiede una condanna formale, assente in caso di prescrizione. Conferma, invece, la confisca per le specie protette, in quanto una legge speciale ne prevede l'obbligatorietà a prescindere dall'esito del giudizio penale.
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Concordato in appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). In un caso di traffico di stupefacenti, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati che, dopo aver concordato la pena in appello, hanno tentato di riproporre in Cassazione motivi a cui avevano rinunciato. La sentenza ribadisce che la rinuncia ai motivi ha un effetto preclusivo, limitando la cognizione del giudice di legittimità. Per altri imputati, la Corte è intervenuta sulla prescrizione di alcuni reati e ha annullato con rinvio la sentenza per disparità di trattamento sanzionatorio.
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Confisca per lottizzazione abusiva dopo prescrizione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca di immobili derivanti da lottizzazione abusiva, anche in caso di prescrizione del reato. La Corte ha stabilito che se l'illecito è accertato nei suoi elementi oggettivi e soggettivi prima della prescrizione, la confisca, quale misura ripristinatoria, deve essere mantenuta. Nel caso di specie, è stata ritenuta corretta la confisca dell'intero complesso edilizio, inclusi immobili con permessi apparentemente regolari, poiché considerati parte di un unico disegno illecito di alterazione del territorio.
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