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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Civile

4 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Oneri condominiali e sequestro: paga il custode, non il condomino
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di oneri condominiali e sequestro preventivo. Una condomina si era opposta al pagamento delle spese condominiali poiché l'intero edificio era sotto sequestro penale per lottizzazione abusiva. La Corte le ha dato ragione, chiarendo che il sequestro spoglia l'amministratore e l'assemblea dei loro poteri di gestione, trasferendoli al custode giudiziario. Di conseguenza, l'amministratore non ha più il potere di riscuotere le quote. Spetta all'amministratore, e non al condomino, dimostrare un'eventuale autorizzazione del giudice a mantenere i propri poteri nonostante il sequestro. La richiesta di pagamento è stata quindi ritenuta illegittima.
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Compenso amministratore giudiziario: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul compenso per l'amministratore giudiziario. Analizzando il caso di una professionista che gestiva un'azienda sotto sequestro, la Corte ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva liquidato un onorario inferiore ai minimi previsti dalle tariffe locali. La sentenza chiarisce che è possibile scendere sotto tali minimi solo se la tariffa stessa lo prevede esplicitamente e per motivi specifici, come un operato inadeguato, e non per una generica assenza di 'particolare difficoltà'.
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Compenso amministratore giudiziario e vuoto normativo
La Corte di Cassazione ha confermato la liquidazione del compenso a un professionista, respingendo il ricorso dei Ministeri. La Corte ha stabilito che il ricorso era inammissibile poiché il tribunale di merito aveva correttamente utilizzato una normativa successiva solo come guida equitativa, e non come legge direttamente applicabile, per determinare il compenso amministratore giudiziario in una situazione di vuoto normativo. L'impegno profuso dal professionista ha giustificato l'importo liquidato.
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Compenso amministratore giudiziario: la Cassazione
Un amministratore giudiziario ha impugnato la liquidazione del suo compenso, ritenendola troppo bassa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il giudice può legittimamente applicare la tariffa minima, con la massima riduzione, se motiva che l'attività svolta era di routine. La sentenza definisce i limiti della discrezionalità del giudice nella determinazione del compenso dell'amministratore giudiziario e la non sindacabilità di tale valutazione nel giudizio di legittimità.
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