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Art. 32 l.r. Sicilia n. 45/1995

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Conversione del contratto a termine negata: resta il risarcimento
Un lavoratore ha impugnato diversi contratti a termine stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano, svolgendo mansioni ordinarie di manutenzione. I giudici di merito hanno dichiarato l'illegittimità dei termini, ordinando la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato e un risarcimento. La Cassazione ha confermato l'illegittimità dei contratti a termine per mancanza di causali straordinarie. Tuttavia, ha accolto il ricorso del Consorzio escludendo la conversione del contratto a termine in un rapporto stabile. La legislazione della Regione Siciliana vieta infatti tali assunzioni a tempo indeterminato senza concorso pubblico per questi enti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha negato la stabilizzazione del lavoratore, confermando però il suo diritto a ricevere l'indennità risarcitoria per l'illegittimità dei contratti.
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Contratto a termine: risarcimento sì, ma niente posto fisso
Un lavoratore ha impugnato il proprio contratto a termine stipulato con un Consorzio di bonifica siciliano, chiedendone la conversione in rapporto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni. I giudici di merito avevano accolto la domanda, dichiarando nullo il termine per genericità delle causali. La Corte di Cassazione, pur confermando l'illegittimità del contratto a termine per mancanza di prove sulle reali esigenze temporanee dell'ente, ha accolto il ricorso del Consorzio. La Corte ha stabilito che la conversione del rapporto è giuridicamente impossibile a causa del divieto di assunzioni a tempo indeterminato imposto dalla legge regionale siciliana per questa tipologia di enti pubblici economici. Al lavoratore spetta unicamente l'indennità risarcitoria, ma non il posto di lavoro fisso.
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Contratto a tempo determinato: risarcimento sì, assunzione no
Un lavoratore ha impugnato diversi contratti stipulati con un Consorzio di Bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni per l'uso abusivo del termine. La Corte d'Appello ha dichiarato illegittimo il contratto a tempo determinato del 2006, ma ha negato la conversione a causa del divieto regionale di assunzione senza concorso pubblico, riconoscendo solo un risarcimento di dodici mensilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore. I giudici hanno confermato che per i consorzi di bonifica siciliani vige il divieto di conversione automatica in rapporto a tempo indeterminato. Tuttavia, l'abuso del contratto a tempo determinato dà comunque diritto al risarcimento del danno predeterminato per legge, senza necessità per il dipendente di dimostrare il danno subito.
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Conversione del contratto a termine: nullo ma senza posto fisso
Un lavoratore ha impugnato una serie di contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità del termine per genericità della causale e ha ordinato la riassunzione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine, ma ha accolto il ricorso del Consorzio sulla conversione del contratto a termine. I giudici hanno stabilito che, per i consorzi di bonifica della Regione Sicilia, esiste un divieto legislativo assoluto di assunzione a tempo indeterminato. Di conseguenza, la conversione automatica del rapporto è giuridicamente impossibile, poiché eluderebbe tale divieto. Il lavoratore ottiene solo il risarcimento del danno, ma non il posto fisso.
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Conversione del contratto a termine: risarcito ma senza posto
Un lavoratore ha impugnato il proprio contratto di lavoro stipulato con un Consorzio di bonifica siciliano, ritenendo illegittimo il termine di scadenza applicato. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il termine, disponendo la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato e condannando l'ente al risarcimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Consorzio. I giudici di legittimità hanno stabilito che, sebbene il termine fosse illegittimo per mancanza di prove sulle esigenze temporanee, la conversione del contratto a termine è giuridicamente impossibile. La legislazione regionale siciliana impone infatti un divieto assoluto di nuove assunzioni a tempo indeterminato per questi enti senza concorso pubblico. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto solo all'indennità risarcitoria, ma non al posto di lavoro fisso.
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Contratto a termine illegittimo: risarcimento sì, ma niente posto fisso
Il Lavoratore ha impugnato il contratto a termine illegittimo stipulato con l'Ente Pubblico Economico, chiedendo la conversione a tempo indeterminato e il risarcimento del danno. La Corte d'Appello ha accolto la domanda. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, a causa del divieto di assunzioni a tempo indeterminato imposto dalla legge regionale per questa tipologia di enti, la conversione del rapporto è giuridicamente impossibile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha escluso la trasformazione del contratto a tempo indeterminato, confermando però il risarcimento del danno per l'illegittimità del termine apposto al contratto.
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Contratto a termine illegittimo: sì al risarcimento, no al posto fisso
Un lavoratore ha impugnato il proprio contratto di lavoro, sostenendo che l'apposizione della scadenza fosse illegittima poiché impiegato per attività ordinarie e stabili di un ente pubblico economico regionale. La Corte d'Appello ha dichiarato il contratto a termine illegittimo, disponendone la conversione a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del termine, ma ha accolto il ricorso dell'ente datore di lavoro sulla conversione. Secondo le leggi regionali siciliane, infatti, vige un divieto assoluto di assunzione a tempo indeterminato senza concorso pubblico per tali enti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha escluso la conversione del rapporto in un impiego stabile, confermando unicamente il diritto del lavoratore a ricevere l'indennità risarcitoria per il danno subito.
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Conversione del contratto a termine: risarcimento sì, posto no
Un lavoratore ha impugnato i contratti di lavoro stipulati con un Ente di Bonifica, ritenendo illegittimo il termine apposto in quanto impiegato per attività ordinarie e stabili. La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità del termine e disposto la conversione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, pur confermando l'illegittimità della scadenza del contratto, ha accolto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno stabilito che la conversione del contratto a termine è preclusa dalle leggi regionali siciliane, che vietano a questi enti di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato senza concorso. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno per l'illegittimità del termine, ma non può ottenere la stabilizzazione del posto di lavoro.
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Conversione del contratto a termine: stop per i consorzi
Il Lavoratore ha impugnato il contratto a tempo determinato stipulato nel 2000 con un Consorzio di bonifica siciliano, qualificabile come ente pubblico economico. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il termine e disposto la conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione, pur confermando l'illegittimità del termine apposto al contratto per mancanza di reali esigenze temporanee, ha accolto il ricorso del Consorzio sul punto decisivo. I giudici di legittimità hanno stabilito che la conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato è giuridicamente impossibile per i consorzi di bonifica siciliani, a causa del divieto di assunzioni a tempo indeterminato imposto dalla legge regionale. Di conseguenza, la Cassazione ha cassato la sentenza d'appello e rigettato definitivamente la domanda di conversione del lavoratore.
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Conversione del contratto a termine: illegittimo ma non stabile
Un lavoratore ha impugnato i contratti a tempo determinato stipulati con un Consorzio di bonifica siciliano, chiedendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato per illegittimità del termine. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Pur confermando l'illegittimità della scadenza per mancanza di esigenze temporanee, la Suprema Corte ha stabilito che la conversione del contratto a termine è giuridicamente impossibile. Le leggi regionali siciliane impongono infatti un divieto assoluto di assunzione a tempo indeterminato senza concorso pubblico per questi enti. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro.
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