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art. 32 L. 326/2003

5 provvedimenti

Revoca dell’ordine di demolizione e condono edilizio
Un acquirente compra una mansarda colpita da ordine di demolizione e presenta tempestiva richiesta di condono edilizio straordinario. Il Comune rilascia il permesso di costruire in sanatoria. Successivamente l'acquirente chiede al giudice dell'esecuzione la revoca dell'ordine di demolizione penale. Il Pubblico Ministero impugna la decisione favorevole sostenendo che il decorso dei novanta giorni aveva trasferito la proprietà al Comune, azzerando l'interesse del privato. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero: la disciplina del condono annulla l'acquisizione pubblica e rende pienamente valida la revoca dell'ordine di demolizione.
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Condono edilizio e demolizione: stop all’errore dei giudici
Un proprietario ha impugnato il rigetto dell'istanza volta a sospendere l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il ricorrente aveva presentato regolare domanda di condono edilizio nel 1995, proponendo la riduzione della volumetria e lo sblocco del vincolo idrogeologico. La Corte territoriale ha respinto la richiesta esigendo erroneamente la doppia conformità urbanistica tipica della sanatoria ordinaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per il condono edilizio il giudice dell'esecuzione non deve esigere la conformità ai piani regolatori. Il magistrato deve solo verificare la tempestività della domanda e il pagamento dell'oblazione, disponendo la sospensione della demolizione in pendenza dell'esame amministrativo.
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Revoca dell’ordine di demolizione: vince il condono
Un acquirente acquista una mansarda colpita da ordine di demolizione penale e presenta istanza di condono edilizio. Il Comune concede il permesso di costruire in sanatoria nel 2008, tenta di revocarlo dieci anni dopo in autotutela, ma il Tribunale Amministrativo Regionale annulla il ritiro comunale. Il giudice dell'esecuzione dispone quindi la revoca dell'ordine di demolizione. La Procura impugna il provvedimento sostenendo che l'immobile fosse già passato automaticamente al patrimonio comunale dopo novanta giorni dalla prima ingiunzione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della pubblica accusa. Le leggi sul condono consentono espressamente l'annullamento dell'acquisizione comunale a fronte del rilascio di un titolo sanante valido, salvaguardando il diritto del proprietario.
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Condono edilizio e demolizione: le regole in Sicilia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un ordine di demolizione per un immobile abusivo situato in Sicilia, nonostante il rilascio di un condono edilizio da parte del Comune. La Corte ha stabilito che il condono edilizio non può essere concesso per nuove costruzioni realizzate in aree soggette a vincoli paesaggistici o idrogeologici, anche se tali vincoli sono solo relativi. È stato inoltre ribadito che l'ordine di demolizione, avendo natura di sanzione amministrativa ripristinatoria e non punitiva, non è soggetto alla prescrizione quinquennale delle pene, rimanendo eseguibile anche a distanza di anni dalla sentenza di condanna.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal curatore di una procedura fallimentare avverso la sospensione di un ordine di demolizione. La decisione si fonda su un vizio di forma: la mancanza della procura speciale per il difensore, requisito essenziale per i soggetti portatori di interessi meramente civilistici nel processo penale. La sentenza ribadisce l'importanza del rispetto delle regole procedurali sulla rappresentanza in giudizio.
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