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Art. 32 dpr 600/73

18 provvedimenti

Preclusioni probatorie: Cassazione rinvia caso, proposta incompleta
Un Contribuente ha contestato un avviso di accertamento IRPEF. Dopo vari gradi di giudizio, la Commissione Tributaria Regionale ha rigettato il suo appello e accolto quello dell'Agenzia delle Entrate. Il Contribuente ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sollevando tre motivi. Tuttavia, la proposta di decisione della Corte non ha esaminato il terzo motivo di ricorso, che probabilmente riguardava le preclusioni probatorie previste dall'Art. 32 DPR 600/73. Per questo motivo, la Corte ha rinviato il caso a nuovo ruolo, senza una decisione nel merito, per la formulazione di una proposta completa.
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Accertamento bancario: guida ai versamenti sospetti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento bancario emesso nei confronti di una professionista per versamenti non giustificati su conti correnti. La ricorrente non ha fornito prove documentali idonee a superare la presunzione legale prevista dall'art. 32 del DPR 600/73. La decisione chiarisce che, mentre per i prelievi la presunzione opera solo per le imprese, per i versamenti essa si applica a tutti i contribuenti, inclusi i lavoratori autonomi, i quali devono dimostrare la provenienza non tassabile delle somme.
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Definizione agevolata: chiusura liti in Cassazione
Una società e i suoi soci hanno impugnato diversi avvisi di accertamento relativi al recupero di costi per pubblicità ritenuti fittizi. L'Agenzia delle Entrate contestava l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da un fornitore privo di struttura aziendale. Dopo le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, i contribuenti hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, i ricorrenti hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, versando le somme richieste e chiedendo l'estinzione del processo. La Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura di pace fiscale.
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Presunzione utili soci: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una società a responsabilità limitata contro un avviso di accertamento per maggiori imposte. La controversia verteva sulla presunzione utili soci, secondo cui i cospicui versamenti in contanti effettuati dai soci alla società, non giustificati dai loro redditi, sono considerati ricavi in nero e poi distribuiti come utili. La Corte ha confermato la legittimità di tale presunzione, ponendo a carico del contribuente l'onere di provare la lecita provenienza delle somme.
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Presunzione distribuzione utili: quando scatta l’avviso?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità dell'avviso di accertamento notificato al socio di una S.r.l. a ristretta base azionaria. La sentenza ribadisce che la presunzione di distribuzione utili non dichiarati dalla società ai soci è un principio consolidato. Spetta al contribuente fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti. La Corte ha inoltre rigettato il motivo relativo alla violazione del contraddittorio preventivo, non ritenendolo obbligatorio per i tributi non armonizzati in assenza di accessi presso la sede del contribuente.
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Utili SRL: presunzione di distribuzione ai soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12439/2024, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a ristretta base, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale basato sulla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili. La Corte ha ribadito che, in tali società, i maggiori redditi accertati in capo all'ente si presumono distribuiti ai soci, i quali hanno l'onere di fornire la prova contraria. È stata inoltre confermata la validità della motivazione dell'atto impositivo "per relationem" al verbale della Guardia di Finanza.
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Onere della prova: Cassazione e accertamento bancario
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione dell'onere della prova in caso di accertamento bancario. A seguito di un avviso di accertamento basato su movimenti bancari non dichiarati, la Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, ribadendo che spetta al contribuente fornire una prova analitica e specifica per ogni singola operazione, al fine di dimostrare che non si tratta di operazioni imponibili. Giustificazioni generiche non sono sufficienti per superare la presunzione legale a favore dell'Amministrazione finanziaria.
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Onere probatorio indagini bancarie: prova analitica
Una società S.r.l. veniva sottoposta ad accertamento fiscale basato su movimenti bancari non dichiarati. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, stabilisce un principio fondamentale in materia di onere probatorio nelle indagini bancarie: per superare la presunzione legale di ricavi non dichiarati, il contribuente deve fornire una prova analitica e specifica per ogni singola operazione contestata, non essendo sufficiente una giustificazione generica.
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Onere della prova accertamento bancario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31745/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova nell'accertamento bancario. A seguito di un avviso di accertamento notificato a una S.r.l. e a una sua socia basato su movimenti bancari non giustificati, la Corte ha stabilito che, una volta che l'Agenzia delle Entrate indica tali movimenti, spetta al contribuente fornire una prova analitica e specifica per dimostrare che non si tratta di operazioni imponibili. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente annullato l'accertamento, rinviando la causa per un nuovo esame basato sulla corretta distribuzione dell'onere della prova.
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Presunzione ricavi in nero: la Cassazione decide
Una società contesta un avviso di accertamento basato su una presunzione ricavi in nero, originata da presunti finanziamenti fittizi a un'altra società partecipata. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, emette un'ordinanza interlocutoria. Sospende il giudizio per chiedere alle parti di chiarire se l'adesione della società a una sanatoria fiscale ("rottamazione-quater") riguardi specificamente il debito oggetto del contenzioso. La decisione è quindi rinviata.
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Accertamento presuntivo: il caso in Cassazione
Una società impugna un accertamento presuntivo basato su presunti finanziamenti soci fittizi. Durante il giudizio in Cassazione, chiede l'estinzione per aver aderito alla 'rottamazione-quater'. La Corte, tuttavia, non chiude il caso, ma emette un'ordinanza interlocutoria per verificare la corrispondenza tra l'atto impugnato e il debito 'rottamato', sospendendo la decisione finale.
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Presunzione tributaria: chiarimenti sulla rottamazione
Una società contesta un accertamento fiscale basato su una doppia presunzione tributaria di ricavi non dichiarati. Durante il processo in Cassazione, chiede l'estinzione per aver aderito alla rottamazione-quater. La Corte, tuttavia, emette un'ordinanza interlocutoria per verificare se la cartella rottamata corrisponda effettivamente all'avviso di accertamento impugnato, sospendendo la decisione finale.
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Rottamazione quater: inammissibilità del ricorso
Una società impugna un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla "Rottamazione quater". La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la definizione agevolata ha risolto la controversia, rendendo superflua una decisione nel merito.
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Inammissibilità ricorso tributario: effetti della rottamazione
Una società impugnava un avviso di accertamento per costi non deducibili. Dopo aver perso in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, aderiva alla "rottamazione quater", definendo la controversia. La Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità ricorso tributario per sopravvenuta carenza di interesse, estinguendo il processo.
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Accertamenti bancari: onere della prova del socio
Una società e il suo socio impugnavano un avviso di accertamento per costi indeducibili e movimentazioni bancarie sospette. Mentre la società ha aderito a una definizione agevolata, la Cassazione ha proseguito l'esame della posizione del socio. La Corte ha stabilito che negli accertamenti bancari su società a ristretta base, il giudice deve valutare analiticamente ogni prova fornita dal contribuente per giustificare le operazioni sui propri conti personali. Ha inoltre negato la deducibilità dei costi carburante per natanti se le fatture non contengono dati identificativi specifici. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
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Notifica ricorso: i termini per il rinnovo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi dell'Agenzia delle Entrate a causa di un vizio procedurale. Il punto centrale della decisione riguarda la tardività nel rinnovare la notifica del ricorso, dopo un primo tentativo fallito. La Corte ha ribadito che, in caso di esito negativo della notificazione per cause non imputabili al notificante, la riattivazione del procedimento deve avvenire con 'immediatezza' e comunque entro un termine non superiore alla metà di quello previsto per l'impugnazione, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.
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Accertamento soci: il giudicato sulla società è vincolante
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due soci di una società di persone contro un avviso di accertamento che imputava loro un maggior reddito per trasparenza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la precedente decisione definitiva sull'accertamento del reddito della società (giudicato esterno) è vincolante per i soci. Di conseguenza, i soci non possono rimettere in discussione, nel proprio giudizio, la legittimità dell'accertamento societario già definito.
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Sospensione processo tributario: rottamazione quater
Un contribuente, dopo aver aderito alla definizione agevolata dei carichi fiscali (cd. rottamazione quater), ha richiesto l'estinzione del processo pendente in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato la richiesta di estinzione, disponendo invece la sospensione del processo tributario fino al 2027. La decisione chiarisce che l'estinzione del giudizio è subordinata al completo e effettivo pagamento di tutte le somme dovute, e non alla semplice adesione alla procedura.
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