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Art. 32, D.Lgs. n. 158 del 2015

6 provvedimenti

Favor Rei Tributario: Cassazione su sanzioni più lievi
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento per abuso del diritto. La Corte di Cassazione, pur confermando la ripresa fiscale, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni. Ha stabilito che il principio del favor rei tributario impone l'applicazione della legge successiva più mite, anche d'ufficio da parte del giudice, qualora il provvedimento sanzionatorio non sia ancora definitivo. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo delle sanzioni.
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Indebita compensazione: sanzioni e accollo di debito
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione esamina un caso di indebita compensazione di debiti previdenziali. Un'azienda ha estinto i propri debiti INPS tramite un'altra società che ha utilizzato crediti d'imposta fittizi. I giudici di merito avevano annullato le sanzioni contro l'azienda beneficiaria, ritenendo responsabile solo la società che ha effettuato il pagamento. La Cassazione, data la complessità della questione, ha rinviato la decisione a una pubblica udienza, senza ancora stabilire se la sanzione per indebita compensazione spetti al beneficiario della frode.
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Accesso locale promiscuo: serve l’autorizzazione?
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento fiscale originato da un'ispezione in uno studio professionale ritenuto illegittima. La Corte ha stabilito che, in caso di accesso a un locale promiscuo, l'assenza di menzione di una porta di collegamento nel verbale della Finanza non ha fede privilegiata. Il giudice deve invece valutare concretamente se esista un collegamento agevole con l'abitazione che richieda la preventiva autorizzazione del magistrato. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta valutazione probatoria e dei limiti dei poteri ispettivi.
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Locale promiscuo: quando serve l’ok del PM per l’accesso?
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'accesso fiscale in un locale promiscuo, adibito sia ad uso professionale che abitativo. Un contribuente aveva ottenuto l'annullamento di un accertamento fiscale perché l'ispezione era avvenuta senza l'autorizzazione del Pubblico Ministero, nonostante la presenza di una porta comunicante tra lo studio e l'abitazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che non è sufficiente la mera esistenza di un collegamento, ma è necessario dimostrare l' 'agevole comunicabilità' tra i due ambienti al momento dell'accesso. La Corte ha inoltre chiarito che il silenzio del verbale degli ispettori sulla presenza della porta non ha valore di prova legale fino a querela di falso.
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Accertamento fiscale: prova e sanzioni, la Cassazione
Una società alberghiera contesta un accertamento fiscale basato sulla ricostruzione dei ricavi. La Cassazione respinge le censure sulla valutazione delle prove (tariffe online vs. perizia) ma accoglie il motivo sulle sanzioni, ordinandone la rideterminazione in base alla normativa più favorevole (favor rei) sopravvenuta.
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Ragionamento presuntivo: la prova nel Fisco
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per ricavi non dichiarati, basato su prove indiziarie come dichiarazioni di terzi e file informatici di un'altra azienda. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento fondato sul ragionamento presuntivo, sottolineando come più indizi gravi, precisi e concordanti possano costituire piena prova. Tuttavia, la sentenza è stata cassata con rinvio su un altro punto: la mancata rideterminazione delle sanzioni alla luce di una nuova legge più favorevole (principio del favor rei), che era stata richiesta dal contribuente.
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