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Art. 314 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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267 provvedimenti

Altri anni per Art. 314 Codice di Procedura Penale

Ingiusta detenzione: il silenzio non è colpa grave
Un individuo, assolto dall'accusa di tentato omicidio dopo un lungo periodo di detenzione cautelare, ha richiesto un indennizzo per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, ritenendo che il suo silenzio iniziale costituisse una 'colpa grave'. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che avvalersi della facoltà di non rispondere è un diritto di difesa e non può, per legge, essere considerato una colpa che impedisce l'indennizzo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Riparazione ingiusta detenzione e silenzio dell’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Economia contro un'ordinanza che riconosceva la riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino. Il ricorso è stato respinto sia per tardività che per manifesta infondatezza, poiché basato sull'errata convinzione che l'esercizio del diritto al silenzio potesse costituire una colpa ostativa al risarcimento, ignorando una recente e decisiva modifica legislativa in materia.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata?
La Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un uomo, assolto dall'accusa di tentata estorsione, a causa della sua condotta. Le sue frequentazioni con noti criminali sono state ritenute una colpa grave che ha causato la sua detenzione, rendendola non 'ingiusta' e quindi non indennizzabile.
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Ingiusta detenzione: errore del giudice e risarcimento
Un uomo, assolto dall'accusa di traffico di droga, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione a causa di una sua presunta condotta colposa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio cruciale: se la detenzione è frutto di un errore di valutazione delle prove da parte del giudice, il risarcimento è dovuto. In questi casi, la causa dell'ingiusta detenzione non è il comportamento dell'indagato, ma l'errore dell'autorità giudiziaria, che non può essere mascherato attribuendo una colpa al cittadino.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro un'ordinanza di custodia cautelare per scambio elettorale politico-mafioso. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'indagato è stato scarcerato nelle more del giudizio, venendo meno l'utilità pratica di una pronuncia sul suo stato di libertà.
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Ingiusta detenzione: no a risarcimento per colpa
La Cassazione nega il risarcimento per ingiusta detenzione a una donna assolta dall'accusa di furto. La sua condotta gravemente colposa, incluse frequentazioni sospette e la presenza vicino ai luoghi del reato, ha contribuito a causare la misura cautelare, escludendo il diritto alla riparazione.
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Ingiusta detenzione: la colpa grave esclude il diritto
Un autista, assolto dall'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che la sua condotta, caratterizzata da colpa grave, avesse creato una falsa apparenza di colpevolezza, contribuendo così in modo determinante alla sua carcerazione.
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