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Art. 31 DPR 380/01

6 provvedimenti

Demolizione abusi: chi è il vero responsabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un ordine di demolizione emesso nei confronti della proprietaria di un immobile abusivo, nonostante quest'ultima sostenesse di aver trasferito il possesso a terzi tramite scrittura privata. La Corte ha chiarito che la demolizione ha natura di sanzione amministrativa ripristinatoria con carattere reale, il che significa che segue il bene indipendentemente da chi ne sia l'attuale occupante o proprietario. Il trasferimento del possesso non esime il responsabile dell'abuso dall'obbligo di ripristino, né impedisce l'esecuzione dell'ordine, volto a tutelare l'assetto urbanistico violato.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Cassazione Penale ha stabilito l'irrevocabilità di un ordine di demolizione per abusi edilizi se non ottemperato entro 90 giorni. Nel caso esaminato, gli eredi del costruttore avevano ottenuto una sanatoria parziale ma non per tutte le opere abusive. La Corte ha confermato che, decorso il termine, il bene viene automaticamente acquisito al patrimonio comunale, rendendo illegittima qualsiasi successiva richiesta di sanatoria per le opere abusive residue.
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Condono edilizio: no se l’opera viola i sigilli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il rigetto della richiesta di sospensione di un ordine di demolizione. Il caso riguarda un immobile abusivo, costruito in totale difformità dal permesso e i cui lavori sono proseguiti fino al 1996, ben oltre il termine ultimo del 1993 previsto per il condono edilizio e in violazione di provvedimenti di sequestro. La Corte ha stabilito che la violazione dei sigilli e il mancato completamento dell'opera 'al rustico' entro i termini di legge escludono categoricamente la possibilità di accedere alla sanatoria.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45425/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due privati contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. I ricorrenti avevano invocato il principio di proporzionalità, date le loro precarie condizioni socio-economiche, e sollevato varie eccezioni procedurali. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e deve essere bilanciato con l'interesse pubblico alla tutela del territorio. Ha inoltre chiarito che l'ordine di demolizione non è una sanzione penale e quindi non è soggetto a prescrizione, ma una misura ripristinatoria dello stato dei luoghi, la cui esecuzione rimane a carico del responsabile dell'abuso anche dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.
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Ordine di demolizione: legittimo se l’abuso persiste
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Nonostante i nuovi proprietari avessero ottenuto un condono, la Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del titolo sanante. In questo caso, il condono era viziato da un frazionamento artificioso delle domande, ideato per eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Ordine di demolizione: legittimità e terzi acquirenti
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Suprema Corte stabilisce che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, specie se ottenuto con un frazionamento fraudolento delle domande per eludere i limiti volumetrici. L'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, si applica anche al terzo acquirente, indipendentemente dalla sua buona fede.
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