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Art. 31 Codice di Procedura Penale

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29 provvedimenti

Competenza revocazione confisca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di giurisdizione tra le Corti d'Appello di Milano e Torino in materia di competenza per la revocazione della confisca di prevenzione. La sentenza stabilisce che per le confische disposte sotto il vigore del D.Lgs. 159/2011 (Codice Antimafia), la competenza a decidere sull'istanza di revocazione non spetta al giudice che ha emesso il provvedimento, ma alla Corte d'Appello individuata secondo i criteri dell'art. 11 cod. proc. pen., in questo caso quella di Milano.
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Competenza truffa online: il luogo del pagamento decide
In un caso di conflitto di competenza tra due tribunali per un reato di truffa online, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Quando il pagamento avviene tramite strumenti immediati e irreversibili, come un bonifico istantaneo, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui la vittima ha effettuato la disposizione patrimoniale. Questa decisione equipara il bonifico istantaneo alla ricarica di una carta prepagata, poiché in entrambi i casi la perdita economica per la vittima è istantanea e definitiva, radicando così la competenza per truffa online nel foro del soggetto truffato.
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Competenza GIP sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e il Tribunale, stabilendo che la competenza GIP sussiste per decidere sulla gestione dei beni sottoposti a sequestro preventivo disposto nel 2012. La Corte ha applicato il principio secondo cui il giudice che emette il provvedimento ablativo resta competente per le questioni gestionali, in continuità con la giurisprudenza precedente alla riforma del 2017.
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Esecuzione sanzioni sostitutive: chi è competente?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24396/2025, risolve un conflitto di competenza sull'esecuzione sanzioni sostitutive. Viene stabilito che, a seguito della Riforma Cartabia, la competenza è esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. L'ordine di quest'ultimo al Pubblico Ministero di emettere un provvedimento esecutivo è stato dichiarato un 'atto abnorme', in quanto non previsto dalla legge e causa di una paralisi procedimentale. La Corte ha annullato tale ordine, riaffermando che il ruolo del PM è solo quello di trasmettere la sentenza al magistrato competente.
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Esecuzione pene sostitutive: la competenza esclusiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24395/2025, ha stabilito che l'esecuzione pene sostitutive, come la detenzione domiciliare, rientra nella competenza esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. A seguito della Riforma Cartabia, il ruolo del Pubblico Ministero si limita alla trasmissione della sentenza. Un'ordinanza che impone al PM di emettere un ordine di esecuzione è stata definita 'abnorme' e annullata, in quanto crea una paralisi del procedimento e impone un'attività non prevista dalla legge.
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Esecuzione pene sostitutive: la competenza esclusiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esecuzione pene sostitutive, come la detenzione domiciliare, è di competenza esclusiva del Magistrato di Sorveglianza. Un'ordinanza che impone al Pubblico Ministero di calcolare il fine pena e di emettere un ordine esecutivo è considerata un 'provvedimento abnorme' che crea una stasi procedimentale. Il ruolo del Pubblico Ministero si esaurisce con la semplice trasmissione della sentenza al magistrato competente, che gestisce l'intera fase esecutiva.
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Atto abnorme: competenza sulle pene sostitutive
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine con cui un Magistrato di sorveglianza nega la propria competenza a calcolare la fine di una pena sostitutiva, trasmettendo gli atti al Pubblico ministero, costituisce un atto abnorme. Tale provvedimento causa un'indebita regressione del procedimento e una stasi insuperabile. La competenza per l'intera gestione esecutiva delle pene sostitutive, dopo l'impulso iniziale del PM, spetta esclusivamente al Magistrato di sorveglianza.
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Compenso avvocato d’ufficio: sì anche per rinvii
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso avvocato d'ufficio è sempre dovuto, anche per la sola partecipazione a udienze di mero rinvio. Il caso riguardava un legale a cui era stata negata la liquidazione per aver assistito un imputato irreperibile in quattro udienze poi rinviate. La Corte ha chiarito che la presenza del difensore è obbligatoria nel processo penale e costituisce attività difensiva. Il rinvio delle udienze incide sulla quantificazione del compenso (quantum), ma non sul diritto a riceverlo (an).
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Rinvio pregiudiziale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 488/2025, ha dichiarato inammissibile un rinvio pregiudiziale sulla competenza territoriale. Il caso riguardava un Tribunale che, ricevuti gli atti da un altro giudice dichiaratosi incompetente, aveva sollevato la questione tramite rinvio pregiudiziale anziché sollevare un conflitto di competenza. La Corte ha chiarito che il rinvio pregiudiziale è uno strumento preventivo, utilizzabile solo dal primo giudice investito del caso e non da quello successivo. La procedura corretta, in caso di disaccordo, è il conflitto di competenza.
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