Il caso riguarda un viaggiatore fermato alla dogana con la Svizzera con un orologio di lusso non dichiarato del valore di oltre 11.000 euro, nascosto nel vano portaoggetti dell'auto. L'Ufficio delle Dogane ha qualificato il fatto come contrabbando, disponendo la sanzione e la confisca del bene. La Corte di Cassazione ha chiarito che la confisca doganale obbligatoria è una misura di sicurezza automatica e non può essere disapplicata dal giudice per presunta sproporzione rispetto al tributo evaso, a meno che il contribuente non abbia integralmente sanato il debito. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente per omessa pronuncia del giudice d'appello sulla violazione del contraddittorio preventivo, rinviando la causa per un nuovo esame.
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