LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 30 ter del d.P.R. n. 633 del 1972

0 provvedimenti

Rimborso IVA al cessionario: il Fisco paga se il venditore è insolvente
Una società acquirente paga l'IVA per un'operazione che l'Agenzia delle Entrate riqualifica come cessione d'azienda, esente da IVA. L'acquirente chiede il rimborso dell'imposta versata direttamente all'Amministrazione Finanziaria, poiché la società venditrice si trova in difficoltà economica e non può restituire la somma. La Corte di Cassazione, applicando i principi europei, stabilisce che il diritto al rimborso IVA al cessionario sorge direttamente nei confronti del Fisco quando il recupero dal venditore è impossibile o eccessivamente difficile. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione perché non aveva verificato concretamente questa impossibilità, ordinando un nuovo esame della questione.
Continua »
Rimborso credito IVA: decadenza e cessazione attività
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che la richiesta di rimborso credito IVA è soggetta a un termine di decadenza di due anni, distinto dalla scelta di utilizzare il credito in compensazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che, dopo aver optato per la compensazione, aveva richiesto il rimborso oltre il termine biennale. È stato chiarito che neanche la cessazione di fatto dell'attività, se non provata come definitiva e assoluta, costituisce una causa eccezionale per derogare alla decadenza.
Continua »
Diritto alla detrazione IVA: sì al rimborso tardivo
Una società immobiliare, dopo aver versato una maggiore IVA a seguito di un lungo contenzioso fiscale definito con sentenza, ha richiesto il rimborso di tale importo a titolo di detrazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che il diritto alla detrazione IVA, fondato sul principio di neutralità dell'imposta, non viene meno anche se il versamento che ne dà origine avviene in un'epoca successiva a quella di competenza, a causa della definizione di un accertamento tributario.
Continua »
Rimborso IVA: termine decorre dall’accertamento
Una società chiede il rimborso IVA versata per errore su prestazioni esenti. L'errore viene accertato solo anni dopo dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19712/2024, stabilisce che il termine di due anni per la richiesta di rimborso IVA non decorre dalla data del versamento originario, ma dal momento successivo in cui l'indebito è stato definitivamente accertato tramite un atto dell'amministrazione finanziaria. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato quindi rigettato.
Continua »
Rimborso IVA: la Cassazione sul termine di decadenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19702/2024, chiarisce un punto fondamentale sul termine per la richiesta di rimborso IVA. Se l'indebito pagamento emerge a seguito di un accertamento fiscale definito con adesione, il termine biennale di decadenza per la richiesta di rimborso non decorre dalla data del pagamento originario, ma dal momento in cui l'accertamento diventa definitivo. In questo caso, una società aveva erroneamente applicato l'IVA a operazioni esenti e solo a seguito di un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che riqualificava l'IVA versata come ricavo, è sorto il presupposto per la restituzione. La Corte ha accolto il ricorso della società, stabilendo la tempestività della sua istanza di rimborso.
Continua »
Rimborso IVA: quando scade il termine di decadenza?
Una società ha pagato un'aliquota IVA superiore a quella dovuta e ha richiesto il rimborso oltre il termine biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per la richiesta di rimborso IVA non decorre dalla rendicontazione finale di un progetto, ma dal momento in cui l'errore diventa riconoscibile, ovvero dalla ricezione delle fatture dei subappaltatori con l'aliquota corretta.
Continua »
Rimborso IVA termine: la Cassazione chiarisce il dies a quo
Una società di infrastrutture ha richiesto il rimborso di un'eccedenza IVA versata su un'anticipazione ricevuta da un Ministero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione del termine di decadenza biennale. Il punto cruciale della decisione riguarda l'individuazione del 'dies a quo', ovvero il momento da cui far partire il calcolo del termine. Secondo la Corte, il rimborso IVA termine decorre non da una scadenza di progetto, ma dal momento in cui l'impresa ha ricevuto le fatture dai propri subappaltatori con un'aliquota inferiore, acquisendo così la consapevolezza dell'indebito versamento.
Continua »