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Art. 30 del d.P.R. n. 633 del 1972

8 provvedimenti

Rimborso IVA fallimento: la prescrizione è decennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24221/2024, ha confermato che la richiesta di rimborso IVA fallimento è soggetta al termine di prescrizione ordinario decennale e non a quello di decadenza biennale. Il termine decorre dalla presentazione della dichiarazione del curatore, equiparata a una dichiarazione di cessazione attività, momento in cui sorge il diritto al rimborso del credito maturato prima della procedura concorsuale.
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Prova rimborso IVA: la ricevuta postale è sufficiente
Un centro di ricerca si è visto negare un rimborso IVA perché l'Agenzia delle Entrate contestava la modalità di presentazione della dichiarazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la ricevuta di consegna all'ufficio postale costituisce una valida prova rimborso IVA e che il contribuente aveva adeguatamente dimostrato l'esistenza del credito con la documentazione contabile.
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Credito IVA omessa dichiarazione: sì alla detrazione
Una società si è vista negare un credito IVA a causa della mancata presentazione della dichiarazione annuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto sostanziale alla detrazione del credito IVA prevale sulla mera omissione formale, a condizione che l'esistenza del credito sia provata e che venga esercitato entro il termine biennale. Pertanto, il recupero del credito IVA in caso di omessa dichiarazione è stato ritenuto legittimo.
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Costituzione tardiva: l’errore sulla data di notifica
Una società si è vista dichiarare inammissibile l'appello per una presunta costituzione tardiva. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, provando che il giudice d'appello aveva sbagliato a leggere la data di notifica dell'atto tramite PEC. La Corte ha chiarito che, essendo la data un punto controverso tra le parti, l'errore non era revocatorio ma un vizio di giudizio. Il caso è stato rinviato per una decisione nel merito.
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Rimborso IVA: quando scade il termine di decadenza?
Una società ha pagato un'aliquota IVA superiore a quella dovuta e ha richiesto il rimborso oltre il termine biennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per la richiesta di rimborso IVA non decorre dalla rendicontazione finale di un progetto, ma dal momento in cui l'errore diventa riconoscibile, ovvero dalla ricezione delle fatture dei subappaltatori con l'aliquota corretta.
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Rimborso IVA termine: la Cassazione chiarisce il dies a quo
Una società di infrastrutture ha richiesto il rimborso di un'eccedenza IVA versata su un'anticipazione ricevuta da un Ministero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione del termine di decadenza biennale. Il punto cruciale della decisione riguarda l'individuazione del 'dies a quo', ovvero il momento da cui far partire il calcolo del termine. Secondo la Corte, il rimborso IVA termine decorre non da una scadenza di progetto, ma dal momento in cui l'impresa ha ricevuto le fatture dai propri subappaltatori con un'aliquota inferiore, acquisendo così la consapevolezza dell'indebito versamento.
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Società di comodo: no al diniego rimborso IVA
Una società in liquidazione si è vista negare un rimborso di credito IVA perché considerata una 'società di comodo' per non aver superato il test di operatività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che, in base ai principi del diritto dell'Unione Europea, la qualifica di 'società di comodo' non è sufficiente a negare il diritto alla detrazione o al rimborso dell'IVA. Tale diritto può essere limitato solo in caso di frode o abuso, che devono essere provati dall'amministrazione finanziaria.
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Rimborso IVA e fallimento: la Cassazione chiarisce
Una società fallita ha richiesto un rimborso IVA per l'anno 2006. Dopo il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, la Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta basandosi sulla scadenza di un termine biennale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: in caso di cessazione dell'attività, come nel fallimento, il diritto al rimborso IVA è soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni, non al termine di decadenza biennale, proteggendo così il diritto sostanziale del contribuente.
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