LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 30, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

0 provvedimenti

Rimborso addizionali provinciali: quando scatta?
Una società energetica ha chiesto il rimborso di un credito d'imposta derivante da addizionali provinciali non più compensabile a seguito dell'abrogazione della norma. La Cassazione, con sentenza 22058/2024, ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta di rimborso decorre non dalla formazione del credito, ma dal momento in cui la compensazione diventa impossibile. La domanda, anche se presentata prima dell'abrogazione, è stata ritenuta tempestiva, chiarendo un punto cruciale sul tema del rimborso addizionali provinciali.
Continua »
Rimborso IVA triennio: dichiarazione omessa lo nega
Una società si è vista negare il rimborso IVA triennio perché, pur avendo un'eccedenza di credito costante, aveva presentato in ritardo le dichiarazioni IVA dei due anni precedenti. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, chiarendo che la presentazione tempestiva di tutte e tre le dichiarazioni è un requisito formale obbligatorio per questa specifica procedura di rimborso. La sua assenza, dovuta alla presentazione tardiva, impedisce la richiesta, indipendentemente dall'esistenza sostanziale del credito.
Continua »
Soggetto fittizio IVA: no alla detrazione dell’imposta
Una società si è vista negare il rimborso di un credito IVA poiché ritenuta un'entità fittizia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9968/2024, ha confermato la decisione, chiarendo che un soggetto fittizio IVA, privo di una reale attività economica a sé imputabile, non ha diritto alla detrazione. La Corte ha sottolineato che la totale assenza di organizzazione non era la causa diretta del diniego, ma la prova che la società era una mera interposta, creata per favorire un'altra impresa.
Continua »
Rimborso credito IVA: contestabile anche dopo i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7036/2025, stabilisce un principio fondamentale in materia di rimborso credito IVA. Anche se sono scaduti i termini per l'accertamento fiscale, l'Amministrazione Finanziaria mantiene il diritto di verificare l'effettiva esistenza del credito esposto in dichiarazione. La semplice indicazione del credito non lo rende definitivo e non contestabile. Il caso riguardava una società che aveva acquisito un credito IVA da un'altra impresa poi fallita, vedendosi negare il rimborso per mancanza di documentazione probatoria. La Suprema Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, che aveva erroneamente ritenuto il credito ormai consolidato, riaffermando il potere di controllo del Fisco sulla sostanza del diritto al rimborso.
Continua »
Fermo amministrativo: interrompe la prescrizione IVA?
Una società richiedeva un rimborso IVA del 1999. L'Amministrazione finanziaria, vantando dei controcrediti, notificava due provvedimenti di fermo amministrativo. La Corte di Cassazione, con la sentenza 7251/2025, ha stabilito che il fermo amministrativo non è un mero impedimento di fatto, ma un impedimento giuridico che interrompe la prescrizione del diritto del contribuente al rimborso. La prescrizione, pertanto, non era maturata, in quanto riprende a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva, come il passaggio in giudicato della sentenza che accerta l'insussistenza del credito dell'erario.
Continua »