Un'azienda ha ricevuto una maxi-sanzione per aver impiegato cinque lavoratori in nero. L'azienda si è difesa sostenendo di aver inviato la comunicazione di assunzione in ritardo a causa di un'ispezione della Guardia di Finanza, contestando l'orario di inizio riportato sul verbale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo l'elevato valore probatorio del verbale ispettivo. I fatti attestati direttamente dal pubblico ufficiale, come l'orario di accesso, godono di 'fede privilegiata' e possono essere contestati solo con una specifica azione legale (querela di falso), non con una semplice testimonianza. Di conseguenza, la sanzione è stata confermata.
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