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Art. 3 del d.lgs. n. 472 del 1997

12 provvedimenti

Ristretta base partecipativa: onere della prova socio
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un socio di una società a ristretta base partecipativa, accertato per maggiori imposte basate sulla presunzione di aver percepito utili non dichiarati. La Corte ha respinto i motivi del contribuente sull'onere della prova e sulla sospensione necessaria del processo, confermando orientamenti consolidati. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo all'applicazione di sanzioni più favorevoli per il principio del 'favor rei', rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Utili extracontabili: onere della prova per i soci
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23700/2024, ha affrontato il caso di un accertamento fiscale per utili extracontabili a carico del socio di una Srl a ristretta base partecipativa. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione di tali utili ai soci, invertendo l'onere della prova. Tuttavia, ha cassato la sentenza per la mancata applicazione del principio del 'favor rei' sulle sanzioni, rinviando la causa per un nuovo esame su questo punto.
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Regime fiscale agevolato: prova dei pagamenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21185/2024, ha stabilito che un'associazione sportiva dilettantistica perde il diritto al regime fiscale agevolato se non dimostra la tracciabilità dei pagamenti. La Corte ha cassato la decisione di merito per vizio di motivazione, poiché i giudici non avevano spiegato perché ritenessero regolare la contabilità a fronte di pagamenti non tracciabili accertati nel verbale di constatazione dell'Agenzia delle Entrate. La pronuncia sottolinea l'importanza della prova documentale rigorosa per mantenere i benefici fiscali.
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Deducibilità costi: onere della prova sul contribuente
Una società ha impugnato avvisi di accertamento relativi alla deducibilità di costi fatturati da una controllata, canoni di leasing e spese pubblicitarie. La Corte di Cassazione ha confermato che per la deducibilità costi l'onere della prova grava sul contribuente, che deve fornire documentazione specifica e non generica. Ha però accolto i ricorsi sulla competenza dei canoni di leasing e delle spese pubblicitarie, e ha annullato la sentenza sulle sanzioni per un vizio formale.
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Accertamento presuntivo: quando è legittimo?
Una società del settore gaming ha contestato un accertamento presuntivo basato su dati dei concessionari e contabilità incompleta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo legittimo l'operato dell'Agenzia delle Entrate. La sentenza chiarisce che in presenza di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, l'onere di fornire la prova contraria spetta al contribuente, che in questo caso non è riuscito a dimostrare una diversa ripartizione dei ricavi rispetto a quella presunta dall'ufficio.
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Detrazione IVA: contabilità elettronica e favor rei
Un contribuente si vede negare la detrazione IVA perché, all'epoca dei fatti, la contabilità era gestita solo su supporto informatico senza la prescritta trascrizione su registri cartacei. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7828/2024, ha stabilito che una successiva legge più favorevole sulla tenuta della contabilità elettronica non ha effetto retroattivo sull'imposta dovuta. Il principio del 'favor rei' non può sanare la perdita di un diritto già consolidatasi, confermando così il recupero dell'imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate.
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Plusvalenza e imposta di registro: la Cassazione decide
Una società di costruzioni ha contestato un avviso di accertamento Ires relativo a una plusvalenza da cessione di ramo d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva basato il calcolo unicamente sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31372/2024, ha stabilito che tale valore non può essere l'unico fondamento per l'accertamento della plusvalenza ai fini delle imposte dirette, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di ulteriori elementi probatori.
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Accertamento presuntivo: la Cassazione fa il punto
Un socio di una società immobiliare contesta un avviso di accertamento per maggiori redditi derivanti dalla vendita di immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento presuntivo basato su una pluralità di elementi indiziari (perizie bancarie, contratti preliminari, valori OMI). La Corte ha inoltre ribadito che non esiste un divieto assoluto di doppia presunzione e che l'onere di provare l'assenza di colpa per le sanzioni spetta al contribuente.
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Monitoraggio fiscale: Cassazione annulla sanzioni
Un contribuente, sanzionato per omesso monitoraggio fiscale su trasferimenti di capitali legati al gioco, ha visto la propria condanna annullata dalla Corte di Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso per 'omessa pronuncia' del giudice d'appello su due punti cruciali: l'applicazione di una legge più favorevole sopravvenuta (ius superveniens) che ha abrogato la sanzione, e l'incertezza oggettiva della normativa. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Detrazione IVA leasing: sì anche prima del riscatto
Una società si è vista negare il rimborso IVA relativo a beni in leasing non ancora riscattati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5218/2025, ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la detrazione IVA leasing è legittima anche prima del trasferimento di proprietà. La decisione si fonda sul principio di neutralità dell'IVA, equiparando l'operazione di leasing all'acquisto di un bene d'investimento e ritenendo irrilevante il momento del riscatto finale ai fini della detrazione.
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Costi da reato: deducibilità e onere della prova
La Cassazione affronta il tema della deducibilità dei costi da reato. La Corte ha stabilito che la non deducibilità scatta solo se è stata esercitata l'azione penale. Il giudice tributario non può accertare incidentalmente il reato, ma deve limitarsi a verificare la pendenza del procedimento penale. La sentenza chiarisce anche l'onere della prova a carico del contribuente per le movimentazioni bancarie e applica il principio del favor rei per le sanzioni.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
In un caso di accertamenti bancari, la Corte di Cassazione ribadisce che il contribuente ha l'onere di fornire una prova analitica e rigorosa per superare la presunzione legale di maggior reddito. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che, in sede di rinvio, non si è attenuto a tale principio, effettuando una valutazione generica invece di una verifica puntuale di ogni movimentazione contestata.
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