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Art. 3 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149

5 provvedimenti

Istanza di decisione collegiale: la nuova procura è decisiva
Un imprenditore agricolo ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello sfavorevole in una causa di risarcimento danni contro una società di servizi. A seguito della proposta di inammissibilità del ricorso, il suo difensore ha presentato un'istanza di decisione collegiale senza, però, munirsi di una nuova procura speciale. La Corte di Cassazione, analizzando la nuova formulazione dell'art. 380-bis c.p.c., ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questo vizio procedurale, ritenendo la nuova procura un requisito essenziale per proseguire il giudizio, e ha condannato il ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Esenzione IMU immobili merce: la dichiarazione è d’obbligo
Una società di costruzioni si è vista negare l'esenzione IMU per gli "immobili merce" relativa all'anno 2014 a causa della mancata presentazione della dichiarazione richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che la dichiarazione era una condizione indispensabile per beneficiare dell'agevolazione. La Corte ha chiarito che le modifiche legislative successive, pur essendo più favorevoli, non hanno efficacia retroattiva e che la perdita del beneficio non costituisce una sanzione, escludendo così l'applicazione del principio del 'favor rei'.
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Mutuo di scopo: quando un prestito non lo è davvero
Una società immobiliare e i suoi fideiussori hanno citato in giudizio un istituto di credito, sostenendo che il finanziamento ricevuto fosse un "mutuo di scopo" e che la banca fosse inadempiente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che si trattava di un normale mutuo edilizio. Per essere qualificato come mutuo di scopo, è necessario che la banca abbia un interesse diretto e specifico nel raggiungimento dell'obiettivo finanziato, non solo nel garantire il proprio credito.
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Costituzione in giudizio via posta: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza 5644/2025, stabilisce che la costituzione in giudizio via posta dinanzi al Giudice di Pace, sebbene irregolare, è valida se l'atto raggiunge la cancelleria. Questo principio sana il vizio procedurale, rendendo efficace il deposito dalla data di ricezione. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare la tempestività dell'opposizione a decreto ingiuntivo non comporta una sanzione di improcedibilità e la prova può emergere da qualsiasi atto del processo.
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Abuso del processo: la condanna per ricorso infondato
Una società ha impugnato fino in Cassazione una richiesta di pagamento per compensi professionali di un avvocato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in quanto palesemente infondato e inammissibile, condannando la società per abuso del processo al pagamento di ulteriori somme a titolo di sanzione, oltre al rimborso delle spese legali.
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