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Art. 3 d.l. 23 ottobre 2018, n. 119

12 provvedimenti

Doppia imposizione fiscale: la Cassazione tutela il contribuente
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni Contribuenti che contestavano una cartella di pagamento per imposte di successione, ritenendola una duplicazione di un precedente debito già annullato. I giudici di merito avevano rigettato il ricorso, senza verificare l'effettiva sussistenza della doppia imposizione fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei Contribuenti, annullando la sentenza impugnata. Ha rinviato il caso a un'altra Commissione Tributaria Regionale, affinché accerti se la cartella fosse effettivamente una duplicazione e se il credito fosse già stato riscosso o annullato. Questo principio tutela i Contribuenti da richieste di pagamento ingiustificate.
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Definizione agevolata: stop alla causa contro il fisco
Una contribuente riceveva avvisi di accertamento per maggiori redditi basati sul possesso di auto e immobili. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata, accettata dall'Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, la contribuente ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese tra le parti e stabilendo che non è dovuto alcun ulteriore contributo unificato.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col fisco
Un contribuente riceveva una cartella di pagamento IRPEF a seguito di un controllo formale sulle spese deducibili per il mantenimento del coniuge. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il ricorrente presentava istanza di definizione agevolata per sanare il debito a rate. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta di definizione agevolata e del piano di rateizzazione in corso, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per attendere il completamento dei pagamenti.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite ICI
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI per un terreno espropriato. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018 per estinguere il debito. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare il regolare pagamento delle rate e il perfezionamento della procedura, ha rinviato la causa a nuovo ruolo. Ha concesso al Comune un termine di sessanta giorni per effettuare le verifiche necessarie prima di dichiarare l'estinzione del processo.
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Deduzione assegno mantenimento: il Fisco nega, la pace fiscale sospende la Cassazione
Un contribuente contesta una cartella di pagamento con cui l'Agenzia delle Entrate negava la deduzione assegno di mantenimento versato all'ex coniuge. Secondo il Fisco, la documentazione non giustificava la detrazione di tutte le somme, composte da una parte fissa e una variabile. Il contribuente sosteneva invece la piena deducibilità basandosi sul verbale di separazione. Durante il processo in Cassazione, il contribuente ha aderito a una definizione agevolata ('pace fiscale'). La Corte ha quindi emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo il giudizio per attendere l'esito della procedura amministrativa, che potrebbe estinguere il debito e chiudere la controversia.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento IRPEF fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito. Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La vicenda evidenzia come gli strumenti di pace fiscale possano interrompere il contenzioso anche nella sua fase finale.
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Carenza di interesse: l’effetto sul ricorso fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ad agire. Il caso riguardava un contribuente che, dopo aver impugnato un avviso di liquidazione, aveva aderito alla definizione agevolata (c.d. 'rottamazione'), impegnandosi a rinunciare al giudizio. La Corte ha stabilito che tale adesione fa venir meno l'interesse a una decisione nel merito, rendendo il ricorso inammissibile, indipendentemente dal fatto che il piano di rateizzazione sia ancora in corso.
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Contraddittorio in Cassazione: il caso della notifica
La Corte di Cassazione ha rinviato a nuovo ruolo una causa tributaria a causa di un vizio procedurale. Nonostante il decesso del ricorrente e la revoca del mandato al suo legale, la mancata notifica dell'udienza a quest'ultimo ha violato il principio del contraddittorio in Cassazione, rendendo impossibile una decisione nel merito. La Corte ha sottolineato che, nel giudizio di legittimità, la morte della parte o la revoca della procura non interrompono il processo, ma l'integrità del contraddittorio deve essere sempre garantita.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo alla revoca di un credito d'imposta. La decisione si fonda sulla cessazione della materia del contendere, avvenuta dopo che il contribuente ha aderito a una definizione agevolata, pagando integralmente le somme dovute e rinunciando al contenzioso, risolvendo così la controversia in via extragiudiziale.
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Sospensione del giudizio e rottamazione: il caso
Una società alberghiera, in lite con un Comune per una cartella di pagamento relativa alla tassa sui rifiuti, ha richiesto e ottenuto dalla Corte di Cassazione la sospensione del giudizio. La decisione si basa sulla sua adesione alla procedura di definizione agevolata, nota come rottamazione-quater. La Corte ha sospeso il procedimento in attesa del completamento dei pagamenti previsti dal piano di definizione, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Rottamazione ter: estinzione del processo tributario
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che l'adesione alla Rottamazione ter, con il conseguente pagamento integrale delle somme dovute, determina l'estinzione del processo tributario pendente. Il caso riguardava un avviso di accertamento impugnato dal contribuente, il cui debito è stato poi definito dall'erede tramite la procedura agevolata. La Corte, presa visione della documentazione che provava il buon fine della rottamazione, ha dichiarato cessata la materia del contendere.
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Definizione agevolata: i pagamenti tardivi la annullano
Una società cooperativa aveva aderito a una definizione agevolata per una cartella di pagamento relativa a ritenute IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato estinto il giudizio, ma l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando che i pagamenti delle rate erano stati tardivi e parziali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il mancato rispetto delle scadenze e degli importi invalida la definizione agevolata, impedendo la cessazione della materia del contendere. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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