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Art. 3, commi 9 e 10, L. 335/1995

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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS Sconfitta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'Avvocata iscritta d'ufficio alla Gestione Separata INPS per contributi del 2011. L'INPS le ha notificato un avviso di addebito nel 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo (il giorno di inizio del calcolo) della prescrizione alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha invece stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi stessi. Considerando i differimenti dei termini, la pretesa INPS del 2017 era ormai prescritta, accogliendo il ricorso dell'Avvocata e annullando la richiesta di pagamento.
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Restituzione sgravi contributivi: Azienda condannata dopo 10 anni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'azienda alla restituzione di sgravi contributivi percepiti indebitamente per l'assunzione di lavoratori. L'azienda non è riuscita a dimostrare di possedere i requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni, come l'incremento occupazionale netto. La Corte ha inoltre stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione: l'azione per la restituzione sgravi contributivi, quando questi sono qualificabili come aiuti di Stato illegittimi, è soggetta al termine ordinario di dieci anni e non a quello più breve di cinque. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è stata considerata tempestiva e legittima, e l'azienda è stata obbligata a rimborsare le somme ricevute.
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Rateizzazione debito: quando interrompe la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9074/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione e rateizzazione debito. Il caso riguardava un'agenzia di riscossione che si era vista negare parte di un credito in una procedura fallimentare per intervenuta prescrizione. La Corte ha chiarito che la presentazione di una domanda di rateizzazione costituisce un riconoscimento del debito, idoneo a interrompere la prescrizione. Crucialmente, ha affermato che per provare tale interruzione è sufficiente produrre in giudizio il provvedimento di accoglimento della rateizzazione, poiché esso presuppone necessariamente una richiesta da parte del debitore. La Corte ha cassato la decisione del tribunale, che aveva erroneamente ritenuto indispensabile la produzione della domanda originale.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione spese legali è legittima anche se una parte è prevalentemente vittoriosa. La decisione si fonda su due motivi: un significativo mutamento della giurisprudenza sul tema della prescrizione dei crediti contributivi (passata da decennale a quinquennale) e la soccombenza parziale del ricorrente, che aveva visto accolte solo una parte delle sue domande iniziali. L'ordinanza chiarisce che l'incertezza normativa e l'esito non totalmente favorevole del giudizio giustificano la ripartizione dei costi processuali tra le parti.
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Appalto illecito: Cassazione conferma onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda, confermando la sua responsabilità per i contributi non versati in un caso di appalto illecito. La sentenza ribadisce che spetta al committente l'onere di provare l'avvenuto pagamento dei contributi da parte dell'appaltatore e la legittimità delle indennità di trasferta. La valutazione sulla natura fittizia del contratto è considerata un giudizio di fatto, non sindacabile in sede di legittimità.
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