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Art. 3, comma 3, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

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Costi da reato: la Cassazione rinvia per nuova legge
Un gruppo bancario ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava la deducibilità di ingenti costi, qualificandoli come "costi da reato". La controversia è giunta in Cassazione, la quale, anziché decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso il giudizio a causa dell'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) che modifica le sanzioni fiscali, assegnando alle parti e al Pubblico Ministero un termine per presentare osservazioni sulla sua applicabilità al caso.
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Superficie utile: contano anche i locali separati
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'agevolazione 'prima casa', nel calcolo della superficie utile si devono includere anche i locali fisicamente separati dall'abitazione principale (es. lavanderia, sgombero) se sono funzionalmente serventi ad essa. Il criterio determinante è la loro potenziale utilizzabilità per le esigenze della vita quotidiana, non il collegamento strutturale.
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Litisconsorzio necessario: la Cassazione annulla tutto
Una società di persone ha impugnato avvisi di accertamento fiscali senza coinvolgere i soci nel giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità dell'intero processo per violazione del litisconsorzio necessario, principio che impone la partecipazione di tutti i soggetti (società e soci) la cui posizione è inscindibilmente legata. La causa è stata rinviata al giudice di primo grado per essere celebrata nuovamente con la corretta costituzione del contraddittorio.
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Rimborso sisma 1990: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un lavoratore dipendente a ottenere il rimborso Irpef per gli anni 1990-1992. Il caso riguarda le agevolazioni fiscali per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. La Corte ha stabilito che il diritto al rimborso sisma 1990 spetta al lavoratore (sostituito) e non al datore di lavoro (sostituto d'imposta), e che la domanda, presentata nel 2008, era tempestiva in quanto il termine di decadenza decorreva dal 1° marzo 2008, come stabilito da una specifica norma di interpretazione autentica.
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Deducibilità interessi passivi: la Cassazione decide
Una società era stata oggetto di un avviso di accertamento per aver dedotto interessi passivi relativi a un finanziamento concesso ai propri soci per l'acquisto di un immobile personale. L'Agenzia delle Entrate, riscontrando una grave irregolarità contabile (un credito verso soci indicato in bilancio per un importo inferiore a quello reale), aveva proceduto con un accertamento induttivo 'puro', rideterminando il reddito. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso della società, stabilendo che una singola, seppur grave, violazione contabile non è sufficiente a giustificare un accertamento induttivo 'puro' che ignori l'intera contabilità. Inoltre, ha chiarito i principi sulla deducibilità interessi passivi, affermando che questi sono deducibili se hanno un'inerenza generica con l'attività d'impresa nel suo complesso, cassando la sentenza d'appello che ne aveva negato la deducibilità basandosi su un'errata valutazione dell'inerenza e sull'antieconomicità dell'operazione.
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Decadenza rateizzazione: sanzioni piene senza sconti
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 19021/2025, ha stabilito che in caso di decadenza rateizzazione per debiti fiscali sorti prima del 2015, le sanzioni si applicano sull'intero importo originario e non solo sul residuo. La Corte ha chiarito la non retroattività delle norme più favorevoli introdotte successivamente, confermando che il mancato pagamento anche di una sola rata comporta l'applicazione delle sanzioni in misura piena.
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