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Art. 3, comma 12, L. 335/1995

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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza professionale sui trattamenti pensionistici degli eredi di un iscritto. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali privatizzati non possono imporre autonomamente trattenute su pensioni già maturate e determinate. Tale prelievo viola il principio del pro rata e la riserva di legge prevista dall'articolo 23 della Costituzione, rendendo obbligatoria la restituzione delle somme indebitamente sottratte ai beneficiari.
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Contributi minimi obbligatori: basta l’iscrizione albo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per l'insorgenza dell'obbligo di versamento dei contributi minimi obbligatori. Nel caso esaminato, un professionista si opponeva a una cartella esattoriale sostenendo di non aver esercitato l'attività nel periodo di riferimento. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che l'autonomia degli enti previdenziali privatizzati permette di imporre il pagamento minimo a tutti gli iscritti, indipendentemente dall'effettiva produzione di reddito o dalla continuità dell'attività lavorativa, al fine di preservare l'equilibrio finanziario dell'ente.
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Principio del pro rata: calcolo pensione professionisti
Una professionista ha contestato il calcolo della propria pensione di vecchiaia, richiedendo l'applicazione integrale del sistema retributivo fino al 2002. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle delibere di un ente previdenziale privatizzato che applicano il principio del pro rata temperato per i trattamenti decorrenti dal 2007. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario degli enti, validando l'efficacia delle norme di interpretazione autentica che hanno risolto i dubbi normativi precedenti sulla decorrenza dei nuovi criteri di calcolo.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. I giudici hanno stabilito che tali prelievi, configurandosi come prestazioni patrimoniali imposte, possono essere introdotti esclusivamente dal legislatore e non tramite regolamenti interni dell'ente. La decisione sottolinea che l'autonomia degli enti previdenziali non permette di derogare alla riserva di legge prevista dall'articolo 23 della Costituzione, proteggendo così l'affidamento dei pensionati sulla consistenza del proprio trattamento già maturato. La Cassa è stata condannata alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Pro rata: calcolo pensione e prescrizione decennale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un professionista alla riliquidazione della pensione di vecchiaia applicando il principio del pro rata. Una Cassa di previdenza aveva tentato di applicare criteri di calcolo peggiorativi, introdotti nel 2004, a un trattamento decorrente dal 2005. Gli Ermellini hanno ribadito che per le pensioni maturate prima del 2007 prevale il regime originario più favorevole. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione quinquennale: in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento, si applica la prescrizione ordinaria decennale poiché il credito non è considerato liquido ed esigibile.
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Principio pro rata pensione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un professionista contro la rideterminazione della sua pensione. La Corte chiarisce che il giudice del rinvio è strettamente vincolato ai principi di diritto enunciati nella precedente sentenza di cassazione e non può riesaminare questioni già decise. L'applicazione del principio pro rata pensione deve seguire le indicazioni vincolanti della prima pronuncia, senza possibilità di introdurre nuovi criteri di calcolo o nuove eccezioni non sollevate in precedenza.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge: un prelievo patrimoniale di questo tipo non può essere introdotto da un semplice regolamento interno dell'ente, ma necessita di una specifica norma di legge. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri regolamentari autonomi dell'ente previdenziale. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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