Un utente ha contestato una bolletta elettrica di oltre 13.000 euro, sostenendo che i consumi anomali fossero dovuti a un contatore manomesso da terzi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio sull'onere della prova. In caso di contatore manomesso, spetta al fornitore dimostrare il corretto funzionamento dello strumento di misura, ma è l'utente a dover provare che i consumi eccessivi non gli sono imputabili e che ha adottato tutte le cautele necessarie per prevenire intrusioni, anche se il contatore si trova all'esterno della sua proprietà.
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