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Art. 3 Codice di Procedura Civile

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414 provvedimenti

Divieto licenziamento covid: non si applica retroattivamente
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento, sostenendo che violasse il divieto di licenziamento covid introdotto dalla normativa emergenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la sospensione dei licenziamenti si applica solo alle procedure avviate a partire dal 23 febbraio 2020. Poiché in questo caso la procedura era iniziata prima di tale data, il divieto non era applicabile.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugna un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile applicando la nuova normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio. La Corte stabilisce che, in assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire del ricorrente, cassando la sentenza senza rinvio.
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Responsabilità appaltatore: danni e lite temeraria
Una società appaltatrice, incaricata di lavori di demolizione, ha causato gravi danni strutturali all'immobile della committente. La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado, rigettando le difese dell'appaltatore basate sul presunto degrado preesistente della struttura e su uno squilibrio contrattuale. La sentenza ribadisce la piena responsabilità dell'appaltatore per l'esecuzione negligente dei lavori e conferma la condanna per lite temeraria a causa del comportamento processuale ostruzionistico, inclusa la mancata adesione a una proposta conciliativa.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
Una società alimentare e la sua fideiussore hanno presentato ricorso in Cassazione contro una società fornitrice di contenitori metallici, in una disputa per vizi della fornitura. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché le società ricorrenti, pur avendo dichiarato che la sentenza d'appello era stata loro notificata, non hanno depositato la copia della sentenza con la relativa relazione di notificazione entro il termine previsto dalla legge. Questa omissione formale ha reso impossibile per la Corte verificare la tempestività dell'impugnazione, determinando l'inammissibilità del ricorso a prescindere dal merito della controversia.
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Responsabilità medica: diagnosi errata e colpa
Un medico ricorre in appello contro una sentenza che lo ritiene corresponsabile al 50% per responsabilità medica a causa di una diagnosi errata. Aveva scambiato una gravidanza ectopica per una intrauterina, portando a un trattamento inadeguato e a un intervento chirurgico d'urgenza per la paziente. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la responsabilità condivisa con il secondo medico che aveva eseguito l'intervento senza le dovute verifiche. La Corte ha sottolineato che una diagnosi incerta impone ulteriori accertamenti e che le omissioni di entrambi i medici hanno contribuito in egual misura al danno.
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Contratto di gestione: qualificazione e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento del danno per una società che aveva interrotto illegittimamente un contratto di gestione di un impianto di carburanti. La sentenza analizza la qualificazione del rapporto come collaborazione coordinata e continuativa e stabilisce i criteri per il calcolo del danno da mancato guadagno, rigettando i motivi di ricorso basati su presunta incompetenza e vizi di motivazione.
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Continenza di cause: quando si trasferisce il processo
Con ordinanza del 30/06/2025 (N.R.G. 631/2025), il Tribunale di Ancona ha affrontato un caso di potenziale conflitto tra giudicati. Una banca aveva citato un'azienda per l'adempimento di una transazione, mentre l'azienda aveva già un causa pendente a Napoli contro la banca sullo stesso rapporto. Il giudice ha dichiarato la continenza di cause, trasferendo il procedimento a Napoli per garantire una decisione unica e coerente, condannando la banca ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Onere probatorio bancario: la decisione della Corte
Una società finanziaria ha impugnato una sentenza che aveva ridotto un credito bancario da circa 414.000 a 222.000 euro, contestando le conclusioni di una perizia tecnica (CTU). La Corte d'Appello ha respinto l'appello, confermando che l'onere probatorio bancario impone alla banca di dimostrare analiticamente ogni voce del credito. La mancata produzione degli estratti conto di un rapporto di anticipazione ha legittimamente portato all'eliminazione delle relative competenze, riducendo il debito. La decisione ribadisce che la banca, agendo per il recupero del credito, deve fornire prova completa e non può supplire con documentazione parziale.
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Riduzione del prezzo: roulotte difettosa e tutela
Un acquirente cita in giudizio il venditore per aver acquistato una roulotte con gravi difetti. A fronte della contumacia dei venditori e delle prove testimoniali, il Tribunale ha concesso una significativa riduzione del prezzo, basandosi sul Codice del Consumo. La richiesta di risarcimento danni è stata invece respinta per mancanza di prove specifiche sul danno subito.
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Incapacità testatore: onere della prova e validità
Il Tribunale di Sondrio ha respinto il reclamo dei parenti di un defunto che contestavano la validità di un testamento olografo a favore di un vicino. La decisione ribadisce che l'onere di provare l'incapacità testatore al momento della stesura del testamento spetta a chi impugna l'atto. Nel caso di specie, le prove mediche e le circostanze di fatto, come la gestione autonoma delle proprie finanze da parte del defunto e i rapporti tesi con i parenti, hanno dimostrato la sua piena capacità di intendere e di volere, confermando la validità del testamento.
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Difetto di giurisdizione: opposizione a pignoramento
Un contribuente si oppone a un pignoramento di stipendio per un debito di oltre 500.000 euro, eccependo la prescrizione. Il Tribunale di Milano dichiara la propria carenza di giurisdizione, affermando che le questioni sull'esistenza del debito tributario sono di competenza del giudice tributario. La sentenza affronta anche la carenza di legittimazione passiva dell'agente di riscossione per crediti previdenziali e l'estinzione parziale del processo per un vizio di notifica.
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Assistenza finanziaria: nullità acquisto azioni proprie
Il Tribunale di Torino si è pronunciato su un complesso caso di assistenza finanziaria. Alcuni investitori hanno citato in giudizio una banca per presunti illeciti in operazioni finanziarie. La corte ha dichiarato la nullità di un'operazione di acquisto di azioni della banca stessa, finanziata da un affidamento concesso dalla medesima, riducendo il debito degli attori. Tuttavia, ha rigettato gran parte delle altre domande, condannando gli investitori al pagamento del debito residuo e di ingenti spese legali, confermando la loro classificazione come clienti professionali.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: guida al caso
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture insolute, contestando la competenza territoriale e la validità delle prove. Durante la causa, la società salda il debito. Il Tribunale di Milano respinge l'opposizione a decreto ingiuntivo, confermando la legittimità del credito e condannando l'opponente al pagamento delle spese legali. La sentenza chiarisce che il pagamento, sebbene porti alla revoca del decreto, costituisce un'acquisizione definitiva della somma da parte del creditore quando l'opposizione è infondata.
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Credito amministratore condominio: quando è provato?
Un Tribunale ha riformato una sentenza di primo grado, revocando un decreto ingiuntivo a favore di un ex amministratore. La decisione chiarisce che il credito amministratore condominio per anticipazioni non può basarsi sul semplice disavanzo di cassa o sul verbale di passaggio di consegne. È necessaria una prova rigorosa delle spese sostenute con fondi propri e una delibera assembleare di approvazione o ratifica.
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