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Art. 3-bis, del d.l. 21/10/2021, n. 146

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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un contribuente, dopo aver ottenuto l'annullamento di una cartella esattoriale, ha impugnato la sentenza solo per la parte in cui il giudice aveva disposto la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di vittoria totale, la parte soccombente deve rimborsare le spese legali. La compensazione è un'eccezione che richiede una motivazione specifica, assente in questo caso. Il principio del giudicato ha inoltre impedito di rimettere in discussione il merito della causa nonostante una nuova legge.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente avvia un'azione legale dopo aver scoperto un debito tramite un estratto di ruolo, sostenendo la prescrizione del credito per mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), dichiara l'azione inammissibile. La Corte stabilisce che la semplice conoscenza del debito tramite l'impugnazione estratto di ruolo non è sufficiente a fondare un interesse ad agire. È necessario un pregiudizio specifico e concreto per il contribuente, che giustifichi un'azione giudiziaria 'anticipata'. Di conseguenza, la Corte cassa le precedenti sentenze senza rinvio, chiudendo il caso.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è lecita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31437/2024, stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un 'interesse qualificato'. La semplice conoscenza di una cartella non notificata tramite l'estratto non è sufficiente, né lo è eccepire la prescrizione in assenza di un'azione esecutiva imminente. La Corte ha cassato senza rinvio la decisione di merito, affermando che l'azione del contribuente non poteva essere iniziata per difetto dei presupposti normativi.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Un cittadino ha contestato un debito previdenziale venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica della cartella e la prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo come atto autonomo, in applicazione di una recente normativa (ius superveniens) che limita tale possibilità a casi specifici e tassativi, non riscontrati nella fattispecie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società impugna un estratto di ruolo per cartelle non notificate. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso relativo alle sole spese legali, ha dichiarato l'azione originaria inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo in presenza di un concreto e attuale interesse ad agire, non ravvisabile nella mera assenza di notifica. Di conseguenza, l'intero processo è stato invalidato.
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Errore di fatto revocatorio: la Cassazione si corregge
Un contribuente, dopo aver impugnato alcune cartelle esattoriali, si vede dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione per un errore della Corte stessa, che non aveva visto una procura speciale regolarmente depositata. Il contribuente chiede quindi la revocazione dell'ordinanza. La Suprema Corte riconosce il proprio errore di fatto revocatorio, annulla la precedente decisione e, riesaminando il caso, rigetta il ricorso originario a seguito della rinuncia ai motivi espressa dal contribuente, compensando però le spese del giudizio di revocazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato alla sua cassa previdenziale il pagamento di contributi basandosi su un estratto di ruolo. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Citando una recente legislazione e sentenze di riferimento, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio diretto, condizione non soddisfatta nel caso di specie. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente senza rinvio.
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