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Art. 3-bis d.l. n. 146 del 2021

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54 provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione, applicando una recente riforma legislativa (art. 12, comma 4-bis, D.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La nuova normativa, infatti, stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è più un rimedio ammissibile, salvo in casi specifici di pregiudizio qualificato che il contribuente non ha dimostrato. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente senza rinvio, definendo la causa.
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Estratto di ruolo: basta per l’insinuazione al passivo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di procedure concorsuali e crediti tributari. Ha confermato che, ai fini dell'insinuazione allo stato passivo di una liquidazione giudiziale, l'Agente della riscossione può limitarsi a depositare l'estratto di ruolo, senza dover provare la preventiva notifica della cartella di pagamento. In caso di contestazione da parte del curatore, il credito viene ammesso con riserva, e la controversia sulla sua fondatezza deve essere risolta dinanzi al giudice tributario. La Corte ha tuttavia cassato la decisione del tribunale per omessa pronuncia sulle eccezioni di prescrizione sollevate dalla curatela.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto dall'iscrizione a ruolo, un requisito non soddisfatto nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una contribuente contesta un estratto di ruolo per omessa notifica della cartella. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, la Cassazione ribalta la decisione. Applicando una nuova legge (jus superveniens), la Corte dichiara inammissibile l'originaria impugnazione estratto di ruolo per carenza di un concreto interesse ad agire, assorbendo ogni altra questione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha impugnato una cartella di pagamento di cui era venuta a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentandone la mancata notifica. La Cassazione, applicando i recenti principi delle Sezioni Unite, ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione estratto di ruolo non è permessa se il contribuente non dimostra un pregiudizio specifico e concreto derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda su una recente modifica legislativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, non essendo più sufficiente la sola presunta nullità della notifica della cartella originaria. Il ricorso è stato respinto per carenza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato diverse cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9332/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, non essendo sufficiente la mera affermazione di non aver ricevuto le notifiche.
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Impugnazione estratto ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29002/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se utilizzata per far valere la prescrizione maturata dopo la notifica delle cartelle di pagamento. Questa azione si configura come un accertamento negativo non consentito nel processo tributario. Il contribuente deve attendere un atto esecutivo successivo per eccepire la prescrizione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha impugnato delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per mancanza di un interesse ad agire specifico e attuale. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo in casi tassativi, quando il contribuente dimostra un pregiudizio concreto derivante dall'iscrizione a ruolo, e non per la sola presunta irregolarità della notifica. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio.
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Spese di lite: quando il giudice può compensarle?
Un contribuente vince una causa tributaria per la mancata notifica delle cartelle di pagamento, ma i giudici compensano le spese di lite. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del contribuente, confermando che il giudice di merito ha un potere discrezionale nel decidere sulla compensazione delle spese, sindacabile solo in caso di violazione del principio di soccombenza.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una contribuente impugna un estratto di ruolo e, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio solo sulla questione delle spese legali, si rivolge alla Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, dichiara l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile fin dall'origine per mancanza di un concreto 'interesse ad agire', annullando le sentenze precedenti. La decisione chiarisce che la semplice conoscenza di un debito tramite estratto di ruolo non è sufficiente per avviare un'azione legale senza dimostrare un pregiudizio concreto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società di ristorazione ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica di alcune cartelle di pagamento e la prescrizione di altre. La Corte di Cassazione, applicando un nuovo orientamento normativo e giurisprudenziale, ha dichiarato l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile. La Corte ha stabilito che, in assenza di atti esecutivi o di un pregiudizio concreto e attuale, il contribuente non possiede il necessario "interesse ad agire" per contestare l'estratto di ruolo, anche se la notifica della cartella originaria è invalida.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso iniziale inammissibile applicando una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo. La Corte ha stabilito che, in assenza di atti di riscossione concreti, manca l'interesse ad agire del contribuente, rendendo l'azione legale non proponibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile senza interesse
Una società ha promosso un'azione legale contro l'Amministrazione Finanziaria per contestare un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa con effetto retroattivo, ha dichiarato l'azione inammissibile. La decisione sottolinea che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo in casi specifici, quando il contribuente dimostra un concreto e attuale interesse ad agire, come la necessità di difendersi da un'azione esecutiva imminente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società ha contestato un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando recenti principi giurisprudenziali, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Per una valida impugnazione estratto di ruolo, infatti, il contribuente deve dimostrare un interesse ad agire concreto e attuale, che non si esaurisce nella semplice conoscenza del debito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33456/2024, si è pronunciata sul tema dell'impugnazione dell'estratto di ruolo. Un contribuente, venuto a conoscenza di un debito fiscale solo tramite un estratto di ruolo, aveva impugnato l'atto sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. I giudici di merito avevano dichiarato il ricorso inammissibile. La Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando l'inammissibilità. La Corte ha basato la sua decisione su una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973) che limita fortemente i casi in cui è possibile l'impugnazione dell'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un concreto e attuale 'interesse ad agire' che, nel caso di specie, non è stato dimostrato.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Una società contribuente ha scoperto un debito fiscale tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. Sebbene i giudici di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. In applicazione di un recente principio giurisprudenziale, l'impugnazione estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mancata notifica, requisito ora indispensabile per agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando un recente orientamento delle Sezioni Unite, ha dichiarato l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire del ricorrente, il quale non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale dall'esistenza dell'estratto, come richiesto dalla nuova normativa in materia.
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Cartella di pagamento non notificata: quando si può fare ricorso?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento non notificata, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge in modo retroattivo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale dalla mancata notifica, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'interesse ad agire non sussiste.
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