LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 299 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Pagina 9 di 9

172 provvedimenti

Altri anni per Art. 299 Codice di Procedura Penale

Sostituzione misure cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45513/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato agli arresti domiciliari per reati di droga che chiedeva un'attenuazione della misura. La Corte ha stabilito che la sostituzione misure cautelari non può essere concessa basandosi solo sul tempo trascorso e sulla buona condotta, in quanto questi non costituiscono 'elementi di novità' ai sensi dell'art. 299 c.p.p. Anche la richiesta di autorizzazione al lavoro è stata respinta per assenza di prova di 'indispensabili esigenze di vita'.
Continua »
Diritto alla traduzione: nullo l’atto non tradotto
Un cittadino svizzero, detenuto in Italia per l'estradizione in Germania, ha impugnato il diniego di sostituzione della custodia in carcere. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, dichiarando nulla l'ordinanza impugnata. La motivazione fondamentale risiede nella violazione del diritto alla traduzione: il provvedimento è stato notificato solo in lingua italiana, idioma non compreso dall'interessato, ledendo così il suo diritto di difesa. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
Continua »
Appello cautelare inammissibile se ripropone un caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata, madre di un minore, che chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere. L'appello cautelare era stato respinto perché riproponeva le stesse questioni già valutate in sede di riesame, senza addurre nuovi elementi. La Suprema Corte ha confermato che, in assenza di fatti nuovi, vige un principio di preclusione che impedisce di riesaminare all'infinito le medesime circostanze, ribadendo che il solo passare del tempo non attenua le esigenze cautelari.
Continua »
Sostituzione misura cautelare: il no della Cassazione
Un individuo accusato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso ha richiesto la sostituzione della misura cautelare dalla detenzione in carcere agli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. La Corte ha specificato che, per reati di tale gravità, né il tempo trascorso in custodia né una decisione favorevole a un coimputato sono, di per sé, elementi sufficienti per giustificare una misura meno afflittiva, ribadendo la presunzione di adeguatezza della detenzione in carcere.
Continua »
Custodia cautelare: quando la condanna la rafforza
Un imputato, condannato in secondo grado per narcotraffico e già in custodia cautelare da quattro anni, ha richiesto la revoca della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che una sentenza di condanna, anche non definitiva, rafforza le esigenze cautelari. Il mero decorso del tempo non è sufficiente a superare la presunzione di pericolosità per reati gravi, confermando la legittimità della custodia cautelare.
Continua »
Termini custodia cautelare: l’errore non annulla
La Corte di Cassazione chiarisce che un errore nell'indicazione del tribunale competente nel decreto che dispone il giudizio non ne causa la nullità e, di conseguenza, non comporta la scadenza dei termini di custodia cautelare. La sentenza distingue tra l'errata indicazione, che non è sanzionata con la nullità, e la mancanza di indicazione, che invece lo sarebbe. Pertanto, un decreto tempestivamente emesso, seppur con un errore, è idoneo a interrompere i termini di fase, impedendo la scarcerazione dell'imputato.
Continua »
Giudicato cautelare: quando la misura non cambia
Un indagato per importazione di ingenti quantità di stupefacenti si è visto respingere il ricorso per la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio del 'giudicato cautelare', secondo cui, in assenza di fatti nuovi e concreti, una decisione sulle misure cautelari già confermata non può essere rivalutata. Il semplice trascorrere del tempo o la buona condotta non costituiscono elementi di novità sufficienti.
Continua »
Presunzione di pericolosità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza 43674 del 2023, ha rigettato i ricorsi di due indagati per omicidio e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso, confermando la misura della custodia cautelare in carcere. La Corte ha stabilito la piena utilizzabilità di una registrazione audio acquisita in un diverso procedimento e ha ribadito la forza della presunzione di pericolosità per i reati di stampo mafioso, specificando che solo la prova di una rescissione definitiva dei legami con il clan può superarla, non essendo sufficiente il mero decorso del tempo.
Continua »
Custodia cautelare ultrasettantenne: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari per un imputato che aveva compiuto 70 anni. La decisione ribadisce il principio secondo cui la custodia cautelare ultrasettantenne è vietata, a meno che non sussistano esigenze cautelari di "eccezionale rilevanza", da valutarsi in concreto e al momento della decisione.
Continua »
Intercettazioni riesame: quando la prova è utilizzabile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di alcuni imputati, accusati di aver creato un complesso sistema di frode fiscale e autoriciclaggio tramite società fittizie per la vendita di alcol. Il caso verteva su un'importante questione procedurale: la tardiva messa a disposizione dei file audio delle intercettazioni alla difesa prima dell'udienza di riesame. La Corte ha chiarito che tale ritardo non comporta l'inutilizzabilità delle intercettazioni, ma una nullità a regime intermedio. Ha inoltre convalidato la decisione del Tribunale del Riesame che, effettuando una "prova di resistenza", ha ritenuto il quadro indiziario sufficientemente grave anche senza considerare le conversazioni intercettate, basandosi su altre prove documentali e dichiarative. La sentenza conferma quindi la misura cautelare per gli imputati.
Continua »
Custodia cautelare ultrasettantenne: quando è lecita?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità della custodia cautelare in carcere per un indagato di oltre settant'anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza chiarisce che il divieto generale di applicare la misura carceraria a questa categoria di soggetti può essere superato in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Secondo la Corte, non sono necessarie formule esplicite per giustificare l'eccezionalità, ma è sufficiente una motivazione approfondita che dimostri la straordinaria pericolosità del soggetto e la gravità dei 'pericula libertatis', anche se tale valutazione non era stata affrontata nel primo provvedimento. La decisione finale ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della custodia cautelare ultrasettantenne nel caso di specie.
Continua »
Custodia cautelare: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti contro un'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare le prove, come le intercettazioni, ma solo controllare la coerenza logica e la correttezza giuridica della motivazione del giudice di merito.
Continua »