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Art. 2960 Codice Civile

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28 provvedimenti

Giuramento decisorio: Cassazione cambia le regole
Un avvocato chiede l'ammissione al passivo fallimentare per un credito professionale. Il curatore eccepisce la prescrizione presuntiva e, deferito un giuramento decisorio, dichiara di ignorare se il pagamento sia avvenuto. La Cassazione, ribaltando un orientamento precedente, stabilisce che tale dichiarazione di ignoranza equivale a un mancato giuramento, con conseguenze negative per la massa fallimentare e favorevoli per il creditore. La Corte accoglie il ricorso e rinvia la causa al Tribunale.
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Composizione collegiale: nullità decisione monocratica
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Nola relativa al pagamento di compensi professionali a un avvocato. Il motivo principale dell'annullamento risiede in un vizio di procedura: la decisione è stata presa da un giudice monocratico anziché da un collegio, come espressamente richiesto dalla legge per questa tipologia di controversie. La Suprema Corte ha ribadito che la violazione delle norme sulla composizione collegiale del giudice comporta la nullità del provvedimento, cassando la decisione e rinviando la causa allo stesso Tribunale per un nuovo esame da parte di un organo correttamente composto.
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Prescrizione presuntiva: il giuramento del curatore
Una professionista si opponeva al mancato accoglimento del suo credito professionale in un fallimento. Il curatore aveva eccepito la prescrizione presuntiva e, deferitogli giuramento, aveva dichiarato di non essere a conoscenza del pagamento. La Corte di Cassazione, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che la dichiarazione di ignoranza del curatore equivale a un mancato giuramento, favorendo così la posizione del creditore. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando la causa al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Giuramento decisorio: sì al liquidatore dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4322/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che il creditore opponente non deve ri-depositare i documenti già prodotti nella fase amministrativa, ma solo indicarli specificamente. Inoltre, ha ammesso la deferibilità del giuramento decisorio al commissario liquidatore, specificando che la sua dichiarazione di non conoscenza equivale a mancato giuramento, con conseguenze favorevoli per il creditore. Questa decisione rappresenta una significativa evoluzione a tutela dei creditori nelle procedure concorsuali.
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Prescrizione presuntiva: giuramento al curatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4225/2024, ha chiarito la disciplina della prescrizione presuntiva nei contenziosi fallimentari. Un professionista, il cui credito era stato escluso dallo stato passivo per intervenuta prescrizione, ha deferito il giuramento decisorio al curatore. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di 'non conoscenza' del curatore circa l'estinzione del debito equivale al mancato giuramento, superando così l'eccezione di prescrizione e portando all'ammissione del credito.
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Prescrizione presuntiva: quando è inefficace
Un avvocato chiede il pagamento dei compensi a una ex cliente, che si oppone invocando la prescrizione presuntiva e contestando il debito nel merito. La Cassazione chiarisce che la contestazione del debito è incompatibile con l'eccezione di prescrizione presuntiva, che si fonda sulla presunzione di avvenuto pagamento. L'ordinanza della Corte d'Appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Prescrizione presuntiva: il curatore può eccepirla
La Corte di Cassazione analizza un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare per un credito professionale. Il ricorso è stato respinto perché il tribunale aveva correttamente applicato la prescrizione presuntiva. La Corte ha chiarito che il curatore fallimentare è legittimato a sollevare tale eccezione e che l'appello è inammissibile se non contesta tutte le ragioni autonome della decisione di merito.
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Falso giuramento: risarcimento e nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6507/2025, ha chiarito i contorni della responsabilità civile per falso giuramento. Nel caso di specie, due soggetti avevano vinto una causa per competenze professionali giurando il falso. La Corte ha confermato la loro condanna al risarcimento, stabilendo che il danno è pari al credito originario non riscosso dalla controparte, se non contestato nel quantum. È stato inoltre precisato che il giudice civile, pur dovendo compiere una valutazione autonoma, può legittimamente basare il proprio convincimento sulle risultanze del processo penale. La Corte ha parzialmente accolto il ricorso, correggendo solo la liquidazione dei danni per escludere le spese del processo penale, che seguono un regime diverso.
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