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Art. 2948 Codice Civile

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1552 provvedimenti

Prescrizione decennale medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2913/2024, ha stabilito che si applica la prescrizione decennale medici specializzandi per i crediti relativi alla rivalutazione e rideterminazione delle borse di studio. La Corte ha chiarito che, non essendo tali crediti liquidi ed esigibili senza un atto specifico della P.A., non può applicarsi la prescrizione breve di cinque anni. La decisione si fonda anche sul fatto che la mancata corresponsione deriva dall'inadempimento di obblighi comunitari, configurando una responsabilità contrattuale dello Stato.
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Conguaglio retroattivo: legittimo o no? La Cassazione
Una società utente ha contestato la richiesta di un gestore idrico per un conguaglio retroattivo su consumi risalenti a diversi anni prima. I tribunali di merito hanno dato ragione all'utente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla legittimità del conguaglio retroattivo servizio idrico e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di principio, analizzando il bilanciamento tra la certezza dei rapporti contrattuali e il principio europeo del recupero integrale dei costi del servizio.
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Conguaglio retroattivo servizio idrico: è legittimo?
Una società di gestione del servizio idrico ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva annullato le sue richieste di conguaglio retroattivo per consumi passati. I giudici di merito avevano ritenuto tali pretese illegittime e prescritte. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la complessità della questione e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Anziché decidere il caso, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per definire un principio di diritto unitario sulla legittimità del conguaglio retroattivo, il suo fondamento normativo e i suoi limiti.
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Notifica cartella di pagamento: oneri della prova
La Corte di Cassazione chiarisce gli oneri probatori in materia di notifica della cartella di pagamento. Una società immobiliare ha impugnato diverse cartelle esattoriali, contestando la validità della notifica. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che il contribuente non può limitarsi a un generico disconoscimento della copia della relata di notifica prodotta dall'agente di riscossione, ma deve specificare le ragioni della difformità dall'originale. La sentenza conferma che la produzione dell'avviso di ricevimento è sufficiente a provare la notifica.
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Prescrizione tributi locali: come interromperla
Una società di gestione dei rifiuti ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritto un credito per la Tassa Igiene Ambientale (TIA). La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione tributi locali: per interrompere il termine quinquennale è sufficiente un atto di costituzione in mora che manifesti la volontà del creditore di riscuotere, non essendo necessario che tale atto sia autonomamente impugnabile. La Corte ha inoltre confermato che per i tributi locali periodici si applica la prescrizione breve di cinque anni.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento avanzata da numerosi medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il diritto è stato dichiarato estinto per prescrizione decennale, con decorrenza fissata al 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato. La Corte ha ribadito il proprio orientamento consolidato, ritenendo inammissibile il ricorso.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27934/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione in anni antecedenti al 1991/92. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Poiché i ricorsi non presentavano argomenti idonei a superare tale giurisprudenza, sono stati rigettati.
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Onere della prova e contumacia: la guida completa
Una società fornitrice di servizi idrici impugna una sentenza che aveva annullato le sue fatture a causa della sua assenza (contumacia) nel primo grado di giudizio. La Corte d'Appello riforma la decisione, chiarendo che l'onere della prova spetta comunque a chi agisce, anche se la controparte è assente. La Corte ha riesaminato le prove, rideterminato la prescrizione del credito e ripartito le spese legali, sottolineando che la contumacia non equivale ad ammissione di colpa.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che le indennità variabili corrisposte ai macchinisti (condotta, riserva, assenza dalla residenza) devono essere incluse nel calcolo della retribuzione feriale. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a non disincentivare il godimento delle ferie. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto, data la ridotta stabilità post-riforma del 2012.
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Retribuzione feriale: le voci variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2680/2024, ha stabilito che nella retribuzione feriale devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle di condotta e riserva, se intrinsecamente collegate alle mansioni svolte. Rigettato il ricorso di una società di trasporti che, applicando il contratto aziendale, le escludeva. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: indennità incluse? La Cassazione
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di alcune indennità (guida, riserva, assenza da residenza) nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto dell'Unione Europea, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutte le componenti retributive intrinsecamente legate alla mansione, per evitare di scoraggiare il lavoratore dal fruire del riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle recenti riforme.
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Retribuzione feriale: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2677/2024, ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alle mansioni svolte dal lavoratore, come quelle di condotta e di riserva per i macchinisti. Conformandosi al diritto dell'Unione Europea, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie potrebbe dissuadere il lavoratore dal goderne. Ha inoltre rigettato l'eccezione di prescrizione, confermando che il termine per i crediti di lavoro non decorre in costanza di rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle riforme del 2012.
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Supercondominio: quando si forma e chi paga le spese
Una disputa su oneri condominiali porta la Corte di Cassazione a chiarire i presupposti del supercondominio. Con l'ordinanza n. 2583/2024, la Corte ha stabilito che un supercondominio si costituisce automaticamente (ipso iure et facto) quando più edifici o unità immobiliari condividono servizi essenziali come reti idriche, fognarie e illuminazione. Di conseguenza, tutti i proprietari che beneficiano di tali servizi sono obbligati a contribuire alle spese, indipendentemente dalla formale appartenenza al condominio originario. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente negato la legittimazione del condominio a richiedere i pagamenti.
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Retribuzione ferie: incluse le indennità variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2427/2024, ha stabilito che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle per attività di condotta oraria o di riserva. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando le decisioni dei giudici di merito. La motivazione si basa sul diritto dell'Unione Europea, che mira a garantire un riposo effettivo al lavoratore, evitando che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le vacanze possa avere un effetto dissuasivo. Inoltre, è stato chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative che hanno ridotto la stabilità del posto di lavoro.
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Retribuzione ferie: sì agli incentivi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2458/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le componenti variabili e gli incentivi legati alla mansione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che escludere tali voci può dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto alle ferie, violando la normativa europea. La decisione chiarisce che il calcolo deve basarsi sulla paga ordinaria e non solo sulla parte fissa, per garantire un effettivo riposo senza penalizzazioni economiche.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2431/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili intrinsecamente connesse alla mansione, come quelle per la condotta o la riserva per i macchinisti. La decisione, fondata sul diritto europeo, mira a evitare che una paga ridotta durante le vacanze disincentivi i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei dipendenti.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che nella retribuzione ferie devono essere inclusi anche i compensi variabili, come gli incentivi per attività specifiche, se intrinsecamente legati alle mansioni svolte. La decisione, basata sull'interpretazione del diritto europeo, mira a non dissuadere i lavoratori dal godere delle ferie. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative del 2012.
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Lavoro carcerario: prescrizione e difesa in giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2092/2024, ha stabilito importanti principi in materia di lavoro carcerario. Ha confermato che il rapporto di lavoro del detenuto è di natura privata, impedendo al Ministero della Giustizia di difendersi in giudizio tramite propri funzionari. Inoltre, ha ribadito che il termine di prescrizione dei crediti retributivi rimane sospeso per tutta la durata del rapporto a causa dello stato di soggezione psicologica ('metus') del lavoratore. Il ricorso del Ministero sulla prescrizione è stato comunque dichiarato inammissibile per genericità.
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Conguagli regolatori: Cassazione valuta la legittimità
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione sulla legittimità dei conguagli regolatori richiesti da una società di fornitura idrica a un utente per consumi risalenti a diversi anni prima. La questione nasce dal ricorso della società contro la sentenza di merito che aveva annullato la pretesa di pagamento. Data la complessità della materia, l'esistenza di precedenti giurisprudenziali contrastanti e il rilievo nomofilattico della questione, che bilancia il principio europeo del recupero integrale dei costi con la tutela del consumatore dalla retroattività, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in sede pubblica prima di emettere una pronuncia definitiva.
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Conguagli regolatori: legittimi o no? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione sulla legittimità dei conguagli regolatori richiesti da una società di gestione idrica per consumi risalenti al periodo 2005-2011. A fronte di un contrasto giurisprudenziale e della complessità della materia, che tocca principi europei di recupero dei costi e diritti dei consumatori, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento per risolvere in via definitiva la questione della retroattività delle tariffe del servizio idrico.
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