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Art. 29 del d.L. n. 78 del 2010

6 provvedimenti

Accertamento tributario: la Cassazione su delega e IVA
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore del settore apparecchi da intrattenimento contro un accertamento tributario. La Corte ha confermato la validità dell'atto, anche se firmato da un funzionario delegato senza qualifica dirigenziale, e ha ribadito che, in caso di accertamenti bancari, spetta al contribuente l'onere di provare la natura non imponibile dei versamenti. La sentenza ha inoltre precisato che una decisione favorevole per un'annualità non costituisce giudicato per le successive e che l'attività del contribuente era correttamente soggetta a IVA.
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Estratto di ruolo: è sufficiente nel fallimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7518/2025, ha stabilito un principio cruciale per le procedure fallimentari. Contrariamente a quanto deciso dal Tribunale, per la domanda di ammissione al passivo di un credito previdenziale non è necessaria la produzione dell'avviso di addebito notificato. È invece sufficiente depositare il solo estratto di ruolo. La Corte ha cassato la decisione precedente, che aveva erroneamente ritenuto insufficiente tale documento, e ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo importante principio.
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Avviso di accertamento non notificato: come agire
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento di cui è venuta a conoscenza solo tramite un atto successivo, contestandone unicamente la mancata notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non sussiste l'interesse ad agire se ci si limita a contestare il vizio di notifica di un atto presupposto. Per un'impugnazione efficace, il contribuente deve sollevare vizi di merito o procedurali (come la decadenza) relativi all'avviso di accertamento stesso.
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Notifica avviso di accertamento: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando la piena validità di un avviso di accertamento. La Corte ha stabilito che la notifica dell'avviso di accertamento eseguita direttamente dall'Agenzia delle Entrate a mezzo posta è legittima. Ha inoltre confermato che la copia cartacea di un atto firmato digitalmente è valida e che la presunzione legale sui versamenti bancari come maggiori ricavi si applica anche ai contribuenti in regime di contabilità semplificata.
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Accertamento bancario: legittimo anche per autonomi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la legittimità di un accertamento bancario nei confronti di una professionista. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, stabilendo che la notifica diretta dell'atto da parte dell'Agenzia delle Entrate è valida, che la mera violazione procedurale (come il trattenimento di documenti) senza un danno effettivo non invalida l'accertamento, e che la presunzione legale sui versamenti bancari si applica anche a chi opera in regime di contabilità semplificata.
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Notifica atto impoesattivo: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento lamentando vizi nella notifica, l'illegittima detenzione dei documenti contabili e l'errata applicazione delle presunzioni bancarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della notifica dell'atto impoesattivo effettuata direttamente dall'Agenzia delle Entrate, chiarendo che il superamento dei termini di detenzione documentale non invalida automaticamente l'accertamento e ribadendo che la presunzione sui versamenti bancari si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dal regime contabile.
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