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Art. 29 d.lgs. n. 150 del 2011

9 provvedimenti

Mandato estinto: avvocato paga le spese processuali
Un avvocato ha avviato un'azione legale per conto di un cliente che, a sua insaputa, era già deceduto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del legale al pagamento personale delle spese processuali, avendo agito sulla base di un mandato estinto. Il ricorso dell'avvocato, che contestava anche le modalità di liquidazione delle spese e la determinazione del valore della causa, è stato respinto per inammissibilità e infondatezza, riaffermando la responsabilità diretta del professionista in questi casi.
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Indennità aggiuntiva: quando va chiesta? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25972/2024, ha stabilito che l'indennità aggiuntiva spettante al proprietario coltivatore diretto in caso di esproprio non è un credito autonomo. Deve essere richiesta congiuntamente all'indennità di espropriazione principale, in un unico giudizio, per evitare l'abuso del diritto e la frammentazione della domanda.
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Errore procedurale: salvo l’atto notificato in tempo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'opposizione alla stima di esproprio, seppur introdotta con un errore procedurale (atto di citazione invece di ricorso), è da considerarsi tempestiva se la notifica alla controparte avviene entro il termine di 30 giorni. Secondo la Corte, in base al principio di fungibilità dei riti sancito dal D.Lgs. 150/2011, la successiva iscrizione a ruolo oltre il termine non rende l'azione inammissibile. L'errore nella forma dell'atto non pregiudica i diritti della parte, a condizione che l'atto stesso sia idoneo a portare a conoscenza della controparte la volontà di agire in giudizio entro i termini di legge.
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Acquisizione sanante: giurisdizione e termini
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un Comune contro la decisione della Corte d'Appello che aveva rideterminato l'indennizzo per un'acquisizione sanante. La sentenza chiarisce che la competenza per queste controversie spetta in unico grado alla Corte d'Appello e che non si applica il termine di decadenza di 30 giorni previsto per l'esproprio ordinario, bensì la prescrizione ordinaria.
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Acquisizione sanante: l’indennizzo esclude l’opera
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di espropriazione. In caso di acquisizione sanante di un bene illegittimamente occupato, l'indennizzo dovuto al proprietario non deve includere il valore dell'opera pubblica che l'amministrazione ha realizzato sul fondo. La decisione mira a evitare un ingiustificato arricchimento del privato e una duplicazione dei costi per l'ente pubblico, basandosi su un'interpretazione letterale e sistematica dell'articolo 42-bis del Testo Unico Espropri.
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Interruzione prescrizione ricorso: notifica essenziale
Un proprietario ha contestato l'indennità per un esproprio. La Cassazione chiarisce che nei procedimenti avviati con ricorso, per l'interruzione prescrizione ricorso è necessaria la notifica all'avversario, non bastando il solo deposito in cancelleria. Il ricorso del proprietario è stato respinto.
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Acquisizione sanante: termine e opposizione alla stima
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33868/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di espropriazione. In caso di 'acquisizione sanante' (art. 42-bis T.U. Espropri), il termine per opporsi alla stima dell'indennizzo non è quello breve di 30 giorni, ma il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato tardiva l'opposizione di un comproprietario, affermando che la normativa sui termini brevi non si applica a questa specifica procedura, garantendo così una maggiore tutela al proprietario espropriato.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità del ricorso per cassazione in un caso di esproprio. Il ricorso di un Comune è stato respinto perché la decisione di nominare un perito è a discrezione del giudice e il motivo di ricorso non era autosufficiente, riportando solo stralci parziali della perizia contestata. La Corte ha anche confermato che il termine per l'impugnazione è di sei mesi dalla pubblicazione.
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Termine opposizione stima: la Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di espropriazione. Viene chiarito che il termine opposizione stima di 30 giorni, previsto per le procedure espropriative ordinarie, non si applica alla contestazione dell'indennizzo liquidato in un provvedimento di acquisizione sanante (ex art. 42-bis). Per tali casi, vale il termine di prescrizione ordinario. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune per tardività, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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